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Inaugurata la panchina rossa: «Un simbolo per dire no alla violenza sulle donne» fotogallery

ALBINIA – Inaugurata oggi in piazza delle Regioni ad Albinia la prima panchina rossa realizzata sul territorio del Comune di Orbetello, voluta dall’Amministrazione, disegnata dalla professoressa Chiara Romagnoli e interamente realizzata e dipinta dagli operai del cantiere comunale.

A tagliare il nastro la vicesindaca Chiara Piccini, che ha anche la delega alle pari opportunità: «Un simbolo che ricorda le vittime di tutti i femminicidi – dice – ma anche un monito per tutti che noi come Istituzione siamo impegnati in prima linea nella lotta alla violenza sulle donne».

A presenziare all’inaugurazione anche molti rappresentanti delle forze dell’ordine, Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia Costiera, Vigili del Fuoco e moltissime associazioni di volontariato, uniti per dire no alla violenza sulle donne: «Ringrazio tutti i presenti – prosegue la vicesindaca – le consigliere delle pari opportunità del Comune di Orbetello, le volontarie dell’associazione Olympia de Gouges, di cui anche io faccio parte fin dal 2008 e Olga Ciaramella, presente come consigliera della commissione pari opportunità della Provincia. Abbiamo fatto molti passi avanti, ma di violenza sulle donne non si parla mai abbastanza. A Orbetello ricordiamo che esiste un centro antiviolenza gestito dall’associazione Olympia de Gouges e, attraverso la collaborazione con gli altri Comuni del territorio, stiamo ottenendo risultati come l’attivazione del centro d’ascolto a Capalbio, ma la strada è ancora lunga e c’è bisogno di intervenire sulla cultura del Paese, a partire dalle scuole, per riuscire a sradicare questa piaga».

109 sono, infatti, le vittime di femminicidio in Italia nel solo 2021, come ha ricordato la rappresentate di Olympia de Gouges, Costanza Ghezzi: «Numeri sconvolgenti e in continuo aumento – sottolinea – segno di un fenomeno allarmante che si sviluppa maggiormente in ambito familiare.  Da parte nostra invitiamo le donne a chiedere aiuto, offrendo un supporto qualificato e gratuito, la parola chiave per assistere le donne vittime di violenza, infatti, è formazione: si deve essere formati per riuscire ad aiutare concretamente chi è vittima di violenza di genere».

Altro strumento contro la violenza sulle donne è il numero dedicato che le vittime possono contattare il 1522, sull’utilizzo del quale è in corso una massiccia campagna di sensibilizzazione su tutto il territorio: «Abbiamo fatto realizzare mille cartelli per ogni Comune della provincia – spiega la consigliera di parità provinciale Ciaramella – per diffondere la consapevolezza che le donne vittime di violenza possono contattare le autorità in qualsiasi momento attraverso il 1522 o collegarsi all’omonimo sito sul quale è disponibile un servizio di messaggistica istantanea, che potrebbe rivelarsi utile a chi ha bisogno di chiedere aiuto senza farsi sentire».

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