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Super Green pass, terza dose anticipata e lockdown per i no-vax. Tutte le misure allo studio del Governo

GROSSETO – Sono ora importanti quelle che sta vivendo il Governo impegnato a definire una strategia di medio termine per “salvare il Natale”, evitare nuove chiusure e garantire da una parte l’economia e dall’altra sicurezza sanitaria.

Alcune delle ipotesi che sono sul tavolo dell’esecutivo guidato da Mario Draghi sono state anticipate dal Corriere della Sera. Le scelte che in questi giorni sono state prese in Germania e soprattutto in Austria, primo Paese europeo che ha introdotto l’obbligo vaccinale (a partire da febbraio 2022), hanno riaperto il dibattito anche in Italia soprattutto tra i governatori delle Regioni, preoccupati dei dati dell’ultimo periodo.

Le soluzioni – Tra le ipotesi che potrebbero presto essere trasformate in decisioni concrete c’è quella che riguarda un rafforzamento del green pass. In questo caso la super certificazione verde, cioè quella ottenuta con il vaccino, garantirebbe un accesso libero a tutti i luoghi pubblici della vita sociale: questo significa che con il green pass, ottenuto con il tampone, si potrebbe soltanto andare a lavoro, ma non si potrebbero frequentare ristoranti, bar, palestre, discoteche e stadi. Da mettere in evidenza però che queste restrizioni alla vita sociale scatterebbero solo con la zona gialla, arancione o rossa.

Nella rosa delle scelte da fare resta anche l’ipotesi dell’obbligo vaccinale, anche se si tratta di una misura estrema che per il momento non viene messa in testa tra le priorità visto l’alta percentuale raggiunta di vaccinati.

Un’altra misura che è allo studio riguarda invece l’anticipazione della terza dose da 6 a 5 mesi per dare un’ulteriore spinta all’immunizzazione; infine si pensa anche a una riduzione della validità del green pass a 9 o addirittura a 6 mesi (attualmente è 12 mesi).

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