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Dl “Controlli anti – frode”: giusto vigilare, ma senza penalizzare imprese e cittadini onesti

Cna Grosseto denuncia il blocco delle pratiche per gli sconti o la cessione del credito e chiede regole certe: “Con le dichiarazioni di conformità per tutte le pratiche aumenteranno i costi per i consumatori finali”.

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GROSSETO – Ancora ostacoli e cambi di direzione con il decreto legge “Controlli anti-frode”, che rischia di nuovamente di paralizzare il settore delle costruzioni, degli impiantisti, dei serramentisti, fondamentale per la nostra economia.  Cna denuncia e chiede una presa di posizione immediata in seguito alla chiusura dell’area del portale dell’Agenzia delle entrate preposta a ricevere le comunicazioni delle cessioni del credito e degli sconti anche dei bonus minori dell’edilizia.

Dal 12 novembre scorso, infatti, a seguito dell’entrata in vigore del decreto legge 157/2021 “Misure urgenti per il contrasto alle frodi nel settore delle agevolazioni fiscali ed economiche”, pubblicato in Gazzetta ufficiale l’11 novembre, il sito non è più attivo e non è quindi possibile presentare la comunicazione per la cessione dei crediti e gli sconti in fattura, anche per operazioni antecedenti alla data del 11 novembre.

La misura normativa urgente si è resa necessaria a seguito della scoperta di operazioni illecite o inesistenti per un valore di 800 milioni di euro.

Dall’entrata in vigore della norma e non appena l’Agenzia delle entrate riuscirà a rendere il portale in linea con i nuovi adempimenti richiesti, le istanze dovranno essere corredate dal visto di conformità e dall’asseverazione di un tecnico abilitato  delle  spese  sostenute  con  dichiarazione  di congruità dei costi.

“Non si era mai verificato che una misura di questa portata diventasse immediatamente operativa – dichiarano da Cna Grosseto – bloccando di fatto la trasmissione di documenti relative a pratiche di sconto o cessione del credito già contrattualizzate e definite. È una situazione paradossale, mai verificata prima, che rischia di mettere in ginocchio tante imprese del settore: in primo luogo perché l’obbligo di asseverazione riguarda tutti i tipi di interventi, senza limiti di spesa: anche per sostituire una caldaia, quindi, sarà necessaria la certificazioni con evidenti costi in più che ricadranno sulle tasche dei cittadini. A questo si aggiunge il fatto che continuare a complicare il quadro di accesso alle misure senza tener conto del loro impatto compromette la forza degli incentivi, rischiando di rallentare il trend positivo registrato finora, di ridurre la fiducia nei confronti delle imprese oneste e compromettere il raggiungimento degli obiettivi di transizione verde”.

Della necessità di certificare i lavori portati in detrazione si dibatteva da tempo, ma l’ipotesi era di inserire questo cambio normativo nella Finanziaria 2022: “In modo da dare tempo – aggiunge Cna – di individuare le modalità migliori per svolgere queste pratiche. Adesso serve chiarezza sulle spese sostenute prima del 12 novembre e inoltre, occorre dare informazioni chiare ai titolari di impresa e, per loro tramite, ai clienti che in questo momento non sono informati di quanto sta accadendo”.

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