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Con “La figlia d’Europa” la storia di Elena Maestrini a Glocal: al festival del giornalismo la tragedia Erasmus fotogallery

VARESE – La narrativa può intrecciare il giornalismo e l’approfondimento? È stato questo l’argomento di cui si è parlato questa mattina in ambito della decima edizione del Festival del giornalismo digitale “Glocal”, che in questi giorni si svolge a Varese e dove IlGiunco.net è stato ospite di un panel dal titolo “Il tempo della cura e dell’impegno nel giornalismo tra podcast e crossmedialità” a cui hanno partecipato il direttore de IlGiunco.net, Daniele Reali e la giornalista Jule Busch, autrice di “La figlia d’Europa. Il sogno infranto di Elena Maestrini“, vincitrice del Premio Capalbio 2021.

Un fatto di cronaca può uscire dalle pagine di un quotidiano digitale, trasformarsi in giornalismo “lento” e diventare un libro? È questo il caso del lavoro di Jule Busch che ha deciso di raccontare in un libro l’incidente Erasmus in Spagna del 20 marzo 2016 in cui persero la vita 13 studentesse, tra cui Elena Maestrini, che viveva a Bagno di Gavorrano, in provincia di Grosseto.

«Noi nelle redazioni locali raccontiamo quello che succede in un determinato giorno. Ma questo caso sta andando avanti da anni e ha sconvolto una comunità a cui noi vogliamo stare accanto – spiega la giornalista –. La decisione di pubblicare un libro è nato dal fatto che non sia mai stato individuato un responsabile. Non c’è mai stato un processo. 13 famiglie non hanno mai avuto giustizia. Tutti si ricordano dell’incidente ma pochi sanno, dopo ormai cinque anni e mezzo, che non si è mai svolto un processo penale su questa tragedia».

L’autrice ha seguito le iniziative di protesta della famiglia Maestrini, che ha lottato per chiedere la verità in tutte le sedi; all’Ambasciata spagnola al Governo italiano: «Sono stata spinta dall’indignazione – spiega Jule Busch -. Vivo e lavoro in una comunità in cui tutt’oggi c’è una forte sofferenza per l’accaduto che difficilmente si racconta sulle pagine di un giornale e con questo testo vorrei mantenere alta l’attenzione su questo caso».

Daniele Reali, direttore de Il Giunco aggiunge: «Quando si vive una tragedia così lontana in tempo e spazio è difficile capire cosa succede. Jule Busch ha avuto il merito di riportare il caso in attualità e speriamo possa essere un impulso e unire i punti». L’attività è utile infatti per strappare la vicenda dalla frenesia delle news, per approfondire: «A volte non pensiamo a quello che succede ma abbiamo bisogno di unire lo sforzo fatto per la cronaca ad un forte legame con la comunità».

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