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Concessioni balneari azzerate, Guerrini: «Sono stati fatti investimenti. Il canone deve essere collegato ai bilanci»

GROSSETO – «I rischi? I rischi sono tanti: che venga qui una società estera e si prenda le nostre spiagge, o che si costituisca una società ad hoc, per riciclare denaro» è preoccupato Simone Guerrini, presidente dell’associazione balneari Grosseto. La sentenza del Consiglio di Stato sulle concessioni demaniali è un fulmine a ciel sereno.

«Adesso dobbiamo capire con tecnici e avvocati cosa possiamo fare, e come il Governo recepirà quando stabilito nella sentenza. Purtroppo uno dei problemi è che da anni manca un quadro normativo su questo tema».

Molte le perplessità sollevate da Guerrini: «Che mondo si apre ora? Sino a ieri si parlava di concessioni sino al 2033. i Comuni hanno fatto al riguardo pubblicazioni sul Burt, abbiamo in mano atti firmati. Il Consiglio di Stato può disapplicare una normativa votata dal Parlamento, e andata anche in bilancio?».

Si apre poi un’altra partita quella degli indennizzi: «Come si comporteranno con gli indennizzi per il vecchio proprietario? L’articolo 49 del codice della navigazione ad esempio non lo prevede. Eppure sono stati fatti investimenti e spesi soldi, anche in vista del fatto che sino a poco fa garantivano la concessione per altri dieci anni».

Ci sono persone che hanno acquistato le strutture, facendo investimenti importanti: solo lo scorso anno a Marina di Grosseto uno stabilimento è “passato di mano” per il prezzo di 800 mila euro e un altro addirittura per un milione e novecento mila euro.

Guerrini chiede una riforma seria «Il canone deve essere collegato al bilancio di un’azienda: non puoi far pagare lo stesso canone dove l’ombrellone costa 20 euro rispetto a dove ne costa 100».

«Ci siamo sempre focalizzati sul canone, senza mai soffermarci sui servizi dati: il piano di salvataggio, la sicurezza sulla spiaggia, la guardiania, il primo soccorso, i servizi di bar e ristorante, l’Imu, la tassa sui rifiuti e i posti di lavoro» conclude Guerrini.

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