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Rifiuti, Potere al Popolo: «A Grosseto pessima gestione della differenziata»

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GROSSETO – «L’assessora Petrucci conferma che a Grosseto la gestione dei rifiuti non è organizzata per difendere gli interessi dell’ambiente e dei cittadini, ma svela l’esistenza di perduranti conflitti di interesse a vantaggio di privati, ereditati dalle vecchie amministrazioni di centro sinistra e non rimossi».

Così Potere al Popolo in una nota stampa.

«La raccolta differenziata dei rifiuti urbani – affermano – produce a Grosseto ricavi irrisori, circa il 5% del costo del servizio, quando invece il Ministero dell’Ambiente nell’ultimo rapporto rifiuti dell’Ispra segnala che nei comuni italiani con tariffa puntuale, che hanno fanno registrare per il 2020 una percentuale di raccolta differenziata pari all’81,2%, il doppio di quella registrata a Grosseto, tali ricavi ammontano al 50% dei relativi costi: dieci volte più consistenti. Non meraviglia quindi se il quotidiano Sole 24 Ore, pubblicando ieri il confronto nazionale degli indicatori ambientali, pone Grosseto al 95° posto tra le 105 città capoluogo di provincia».

«Anche questi numeri dimostrano da che parte sta il Comune di Grosseto – prosegue la nota -. Per la gestione dei rifiuti, essi dimostrano che:
1- Le percentuali di raccolta differenziata sono ancora molto basse e inferiori ai valori che si sarebbero dovuti raggiungere nel 2012 per non far pagare penali ai cittadini.
2- La qualità delle raccolte è pessima perché con i cassonetti stradali non si ha la possibilità di controllare la purezza del conferimento. Via via che è cresciuta la quantità della raccolta differenziata e di conseguenza l’offerta delle varie frazioni raccolte, gli industriali hanno introdotto penalità in maniera crescente alla riduzione di purezza, per ridurre materiali indesiderati e capaci di incidere negativamente nei processi industriali di recupero.
3- Il Comune, unico proprietario dei rifiuti urbani, ha lasciato per contratto al privato Sei Toscana, gestore anche di propri impianti di incenerimento, la valorizzazione dei materiali raccolti con la differenziata, non considerando affatto che tale gestore ha un interesse opposto all’interesse pubblico che è dato dalla crescita di qualità e quantità della raccolta differenziata, dal momento che quest’ultimo obiettivo sottrae combustibile ai propri impianti di incenerimento».

«Questi – conclude Potere al Popolo – sono alcuni degli elementi che mostrano la necessità di un altro modello di gestione dei rifiuti, per il quale è imprescindibile sganciarsi dall’attuale gestione che fa della pessima qualità della raccolta differenziata la motivazione principale della speculazione in atto».

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