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Polisportiva

Da Roselle a San Pietroburgo, il fisioterapista degli sportivi Matteo D’Angella allo Zenit

Matteo D'Angella fisioterapista

GROSSETO – La Maremma esporta un’altra eccellenza collegata al mondo dello sport. Da novembre Matteo D’Angella, dottore in fisioterapia in forze a società come Grosseto Calcio, Invictasauro e Gea Basketball, sarà infatti uno dei fisioterapisti dello Zenit San Pietroburgo. Nato a Merano, neanche quarantenne, D’Angella vive e lavora da dodici anni in Maremma, dove ha costruito la sua vita a metà fra famiglia e lavoro, a stretto contatto con le società sportive della provincia; il mese scorso l’inattesa telefonata.

“Quando si è nel posto giusto al momento giusto si aprono più possibilità – ha detto D’Angella – Ho un collega che lavora nella Nazionale russa, incontrato facendo corsi di aggiornamento in giro per l’Italia sulla tecnica di un particolare strumento: ci sono rimasto in rapporti per perfezionarmi, ci siamo scambiati pazienti e pareri. Ora a fine stagione lo Zenit lo ha contattato e gli ha chiesto di un collega da aggiungere al progetto: lui ha fatto il mio nome. Quando mi ha avvisato, mi sono messo a ridere. Passato giugno e luglio, vedo che un utente russo mi seguiva su Instagram, ma senza dargli troppo peso. Poi a fine settembre mi hanno chiamato telefonicamente, siamo entrati nel dettaglio e trovato un accordo. Se non avessi avuto alle spalle una famiglia di grande supporto e professionisti a Grosseto come Mario Fei adesso alla Juventus e i miei collaboratori Tommaso Gentili, braccio destro inseparabile, Luigi Berardinelli, Michele Romani e Mirko Pancellini, entrati in questo mondo a testa bassa ma che mi stanno aiutando molto, non sarei qui a questo punto. A Grosseto abbiamo a livello medico un’eccellenza di cui spesso non ci rendiamo conto, e questa è la cosa più importante”.

Con trascorsi all’Hockey Club Bolzano ma anche all’Ac Roselle, al Grosseto Rugby e alla Pallacanestro Grosseto, Matteo entrerà in una società fra le più famose e ricche in circolazione, conosciuta nel mondo del pallone ma che in realtà è una polisportiva concentrata su pallacanestro, pallavolo e poi calcio; gli obiettivi stagionali sono la vittoria della Champions League nel volley e le Final Four nel basket.
“L’allenatore di pallavolo  è un finlandese che parla bene l’italiano – ha detto sorridendo D’Angella – la dirigenza é composta da russi vecchio stampo. Essendo una polisportiva la presidenza è unica, a capo c’è chi gestisce Gasprom, che è l’azienda di riferimento. Hanno un centro sportivo con stadio da calcio, palazzetto di pallavolo e pallacanestro e nel mezzo tutta la parte riabilitativa e il centro medico, come a Roselle. Non avendo la Russia la cultura della parte dinamica e fisioterapica, cercano rinforzi fuori dalla nazione. Sarò occupato continuamente; non metterò piede in campo, starò a San Pietroburgo. Se mi sento un apripista? No, il mio collega è lì da diversi anni, lui poi andrà in pensione. Seguendo la convinzione che nella porta accanto ci sia chi è meglio di noi, cercherò di dare del mio il più possibile e sarà un pacchetto di esperienza importante. Da ragazzo volevo fare medicina ma alla fine scelsi qualcosa di meno impegnativo, sono comunque contento di lavorare in un ambiente sanitario e di assistenza, la parte più importante è quella emotiva e che al 70% da un risultato in più. Il mio rapporto con il Grosseto calcio? Simone Ceri mi ha detto ‘Scendi dall’aereo con la divisa del Grosseto’. Andare allo stadio, sentire l’inno del Grifone e vedere i miei collaboratori che si fanno in quattro per risolvere ogni problema è bellissimo”.

In attesa del visto di lavoro che arriverà a metà novembre, Matteo ammette una certa tensione per questi ultimi giorni fra famiglia e lavoro: “Non dormo molto la notte, ho perso due chili e ho l’ansia di restare il più possibile con mia moglie, che mi supporta anche lavorativamente, e coi miei figli di 8 e 10 anni. I dirigenti dello Zenit mi avevano proposto subito un contratto di tre anni, per ora ho accettato per uno, più piccole contrattazioni. Ma se dopo qualche tempo moglie e figli dovessero dirmi che soffrono, finirà lì e ritornerò”.

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