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Con il nuovo endoscopio di Insieme in rosa potenziata la capacità diagnostica della Gastroenterologia

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GROSSETO – Potenziata l’attività diagnostica della Gastroenterologia del Misericordia di Grosseto, grazie alla donazione di un ecoendoscopio da parte dell’associazione Insieme in Rosa onlus.

“Si tratta di un strumento che consentirà di effettuare l’ecoendoscopia, una tecnica diagnostica avanzata che unisce i vantaggi dell’ecografia classica a quella dell’endoscopia – spiega il dottor Marco Matergi, direttore Unità operativa complessa Gastroenterologia del Misericordia – La metodica consente infatti di ottenere immagini ecografiche del tubo digerente e degli organi circostanti (vie biliari, pancreas) attraverso un contatto diretto o nella loro immediata vicinanza e quindi con una precisione nettamente maggiore rispetto all’ecografia tradizionale”.

La donazione è stata possibile grazie all’impegno delle volontarie di Insieme in Rosa che con le loro iniziative di beneficenza sono riuscite a coinvolgere i cittadini e a raccogliere l’eccezionale somma di circa 130.000 €. L’ecoendoscopio è stato donato qualche mese fa, ma nel rispetto delle misure anticontagio non è stato possibile fare una cerimonia di consegna. Da allora un medico endoscopista della Gastroenterologia di Grosseto ha iniziato il necessario percorso formativo per acquisire le competenze specifiche e da settembre sono iniziate le prime pratiche diagnostiche su pazienti ricoverati.

Per il paziente, la procedura è simile all’endoscopica tradizionale, ma richiede tempi più lunghi e si esegue in sedazione o in anestesia, essendo altrimenti mal tollerata.

Il commento di Donatella Guidi, presidente Insieme in rosa: “Riuscire a donare in momenti difficili, come quelli che stiamo vivendo, è ancora più appagante. Ci è dispiaciuto molto non poter ‘colorare di rosa’ l’ospedale, come facciamo sempre quando consegnamo ufficialmente le donazioni ai vari reparti insieme alle associazioni e alle persone che ci hanno aiutato a raccogliere la cifra necessaria per l’acquisto delle varie strumentazioni. Da ben due anni questo non è possibile ma, state tranquilli, che le fatine sono pronte alla ripresa. Malgrado la pandemia abbiamo ricominciato a fare qualche piccola iniziativa e tengo particolarmente a ringraziare tutti i gruppi delle fatine di Castiglione della Pescaia, Ampio, Buriano, Caldana, Follonica, Gavorrano, Macchiascandona, Pian d’Alma, Pian di Rocca, Ponti di Badia, Punta Ala, Ravi, Tirli, Vetulonia, perché senza di loro tutto questo non sarebbe stato possibile. Non vediamo l’ora di poter ritornare a fare gli eventi a cui eravamo abituati per continuare a migliorare la prevenzione, la diagnosi e la cura delle patologie oncologiche nel nostro territorio provinciale.”

“Avere a disposizione questa tecnologia rappresenta una valore aggiunto per i pazienti in termini di qualità delle cure e ci permette di potenziare le capacità di diagnosi delle patologie del tubo digerente – conclude Matergi – Questo perché portando la sonda a diretto contatto o estremamente vicino alle lesioni, è possibile ottenere uno studio ecografico con una visione molto più nitida e precisa, sia nelle manovre diagnostiche che operative (biopsie), cosa fondamentale per una diagnosi ancora più accurata e una terapia mirata di molte malattie, soprattutto in ambito oncologico. Rinnovo i ringraziamenti a tutte le fatine di Insieme in Rosa per la grande generosità e la sensibilità che negli anni continuano a dimostrare per la salute dei nostri pazienti”.

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