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Un gruppo di pazienti: «Nostra salute a rischio dopo la riorganizzazione degli ambulatori»

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GROSSETO – «La nostra salute è a rischio dopo la riorganizzazione degli ambulatori». A parlare 11 pazienti dializzati e trapiantati renali dell’Ospedale Misericordia di Grosseto, che hanno inviato una lettera alla dirigenza del nosocomio perché «riconsideri l’organizzazione del reparto, ripristinando lo stato precedente». Di seguito il testo.

«Gentilissimi, siamo un gruppo di trapiantati renali che ormai da molti anni si reca presso l’Ospedale Misericordia di Grosseto per effettuare i controlli periodici che sono vitali per la nostra condizione – cita la lettera -. Fino a poco tempo fa, visite, prelievi e rilevamento dei parametri vitali, quali pressione arteriosa e peso (dati estremamente importanti per un portatore di trapianto o di Insufficienza Renale Cronica), venivano effettuati presso un ambulatorio dedicato, in maniera assolutamente funzionale. Dall’inizio dell’estate, tuttavia, la precedente organizzazione non esiste più. I prelievi vengono effettuati presso un ambulatorio generale che serve tutti i reparti ed è sempre molto affollato: capita dunque di dover stazionare per diverso tempo in un locale unico, dove vi sono molte persone in attesa; la sala di attesa, inoltre, è a nostro parere di dimensioni troppo ristrette.
Riteniamo che si tratti di una situazione potenzialmente molto pericolosa per chi (come i trapiantati che assumono immunosoppressori) ha un sistema di difesa dalle infezioni purtroppo compromesso: e ciò vale, a maggior ragione, in epoca Covid».

«Inoltre – proseguono i pazienti -, come sperimentato personalmente da una di noi, in tale ambulatorio pare che non sia possibile effettuare i controlli che possono considerarsi di routine – come, per esempio, le visite e le ecografie – per le quali è necessario recarsi presso il vecchio ambulatorio, situato in una diversa zona dell’ospedale: a nostro modo di vedere, tali spostamenti, che comportano l’entrare in contatto con numerosi altri utenti della struttura ospedaliera, incrementano il rischio di esposizione al contagio per pazienti particolarmente fragili come i trapiantati e i portatori di Insufficienza Renale Cronica.
Per le stesse ragioni, ci ha lasciato decisamente perplessi la scelta, effettuata di recente, di accorpare il reparto di nefrologia con quello di malattie infettive: anch’essa non ci sembra difatti ottimale nei riguardi di pazienti cronici nefropatici e trapiantati, soprattutto se si considera che il reparto dialisi si trova ad un diverso piano della struttura».

«Non conosciamo le ragioni per cui si è deciso di pervenire a tale riorganizzazione – aggiungono -: tuttavia temiamo che ciò possa ripercuotersi negativamente sulla gestione dei nostri problemi di salute, che purtroppo non sono banali, e dunque anche sulla qualità della nostra vita. Chiediamo pertanto alla Direzione Sanitaria di voler riconsiderare l’organizzazione del reparto, ripristinando lo stato precedente, ed in particolare riaccorpando il reparto di nefrologia con la dialisi e l’ambulatorio».

«Rimaniamo – conclude la lettera -profondamente grati nei confronti del personale medico e infermieristico che si dimostra sempre estremamente professionale, competente e premuroso».

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