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Pizzuti: «Necessario lavorare su un’idea di governo che identifichi il centrosinistra»

GROSSETO – «Il Comune di Grosseto per altri cinque anni sarà guidato da Antonfrancesco Vivarelli Colonna. La scelta è stata chiara, incontrovertibile. Ma lo scenario che abbiamo di fronte, noi dell’opposizione (e anche la maggioranza) è profondamente diverso, meno lineare».

Esordisce così il neo eletto consigliere comunale Valerio Pizzuti in una nota stampa.

«Il confronto elettorale – afferma -, infatti, non ha contrapposto due diverse visioni nel governo del Comune, ma proprio l’assenza di visioni di entrambi. In un caso del genere è perfino ovvio che risulti vincente chi ha amministrato. Grosseto con la gestione Vivarelli Colonna riproporrà revisionata una modalità di gestione disorganica, basata su spot e sugli equilibri mutanti tra partiti del centrodestra».

«La nostra proposta di liberali, riformisti e socialisti ha tentato di percorrere una strada diversa basata sulle proposte, la prospettiva, alcune modalità nell’affrontare gli snodi politici, sociali ed economici della città e delle sue frazioni. Eravamo consapevoli di giocare un ruolo minoritario, ma non ci sentivamo e sentiamo inutili. Abbiamo salvato l’anima riformista del centro sinistra affrontando questa esperienza e lo abbiamo fatto costruendo unità e presentandoci con una sola lista e un solo simbolo, parlando con una sola voce».

«Le prese di posizione – continua Pizzuti – a commento elettorale dei vari componenti di Partecipa!, l’alleanza costruita tra PD, M5S e Grosseto città aperta, hanno confermato l’inconsistenza della proposta avanzata in campagna elettorale. Si è fatta prevalere la forma sulla sostanza e in un’elezione amministrativa è inevitabile non essere scelti dai cittadini che non vogliono affidare il proprio futuro a chi appare generico e confuso. Giacomo Gori, M5S, all’analisi del voto ricevuto offre il suo passato, e come soluzione rivendica un ritorno alle origini del movimento. Nel frattempo Conte e Grillo giustificano la richiesta di gratuità del tampone. E allora? Cosa li unisce al PD? Un passato grossetano in cui il M5S ha appoggiato il centro destra? Un presente in cui si sostiene la critica alle istituzioni dello Stato»?

«De Martis di Grosseto città aperta lista civica ricca di tanti contributi della sinistra – aggiunge -, invece, ripropone e si intesta l’opposizione critica al sindaco. Dopo cinque anni in consiglio i risultati di questo approccio non appaiono così evidenti. Il Partito Democratico sembra l’unico ad affrontare con un deciso giudizio critico quanto messo in campo a Grosseto. Termine afferma fallita l’esperienza di Partecipa!, però, non trae le conseguenze limitando ad affermare che bisogna allargare le relazioni con la società. Non può eludere così la domanda su quale sia il suo progetto politico e con chi vuole portarlo avanti? Condivido la sua visione politica che guarda alla provincia e valuta non negativamente i risultati nei vari Comuni. Ogni Comune ha la sua storia, ma sarebbe necessario lavorare ad un’idea di governo che identifichi meglio il centrosinistra».

«Il quadro che abbiamo di fronte non è drammatico perché è in mutamento con interessanti movimenti anche tra il popolo che ha votato e creduto in Forza Italia e Lega. La Regione Toscana è oggi governata bene da un’alleanza consolidata che dimostra possibile e vincente la costruzione di una casa ampia di riformisti nella quale possono stare da protagonisti coloro che vengono da Forza Italia, Pd, Italia Viva, Azione, PSI, +Europa».

«L’idea riformista ha radici forti – conclude Pizzuti – si tratta di darle gambe anche a Grosseto».

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