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Progetto “Stop amianto”, Di Giacinto: «Perché Follonica non partecipa?»

FOLLONICA – «Da più di un anno Sei Toscana ha lanciato il progetto “stop amianto” che, in collaborazione con i Comuni, offre la possibilità ai cittadini che ne fanno richiesta di rimuovere in autonomia e sicurezza il materiale contenente fibre di amianto nelle loro abitazioni e pertinenze».

Sull’argomento interviene il consigliere comunale Massimo Di Giacinto in una nota stampa.

«Così il cittadino – spiega – viene coinvolto direttamente nello smaltimento del pericoloso materiale con un kit per l’auto-rimozione fornito da Sei Toscana, contenente i necessari dispositivi di protezione individuale e anche i materiali per l’imballaggio dell’amianto rimosso. E’ chiaro che il progetto è per la dismissione di piccoli quantitativi di amianto e il kit ha un costo accessibile per i cittadini, circa 70 euro, visto che i Comuni partecipano alla copertura delle spese complessive richieste da Sei Toscana. E’ anche un’ottima iniziativa perché i cittadini sono chiamati a collaborare per il benessere collettivo e il decoro della città, in modo semplice e economico».

«Il progetto è già operativo in tanti comuni, anche del nostro territorio – continua -, ma non lo è a Follonica nonostante che tra i primi punti del suo ultimo programma elettorale il sindaco Benini parlava di “Promozione di un censimento di tutto l’amianto presente sul territorio comunale cui far seguire un piano di smaltimento condiviso con i privati”. Ma non è tutto perché anche in quello che presentò nel 2014 si legge: “Abbattiamo l’Eternit. Pensiamo a un grande piano di smaltimento per l’Eternit che ancora oggi è presente in molte realtà cittadine, soprattutto nella zona industriale. Aiutiamo i privati a smaltirlo, incentivando la sostituzione delle coperture con fotovoltaico attivando processi virtuosi, dando incentivi e supporto tecnico da parte dell’amministrazione comunale che, per parte sua, si attiverà per il raggiungimento di tali obbiettivi anche per gli edifici pubblici a partire dagli impianti sportivi”».

«In tutti questi anni – aggiunge – ricordo solo gli interventi nel 2016 alla Pista Armeni e, due anni dopo, al Mercato Coperto. Ma da allora in poi cosa hanno fatto Benini e i suoi di tutto quanto promesso per contribuire a ridurre, se non ad azzerare, i rischi alla salute derivanti dall’amianto che fino agli anni settanta era ritenuto un materiale di qualità rivelandosi poi estremamente pericoloso per la salute? Allora sindaco una proposta: attivi quanto prima con Sei Toscana il progetto “stop amianto” e poi rispetti gli impegni presi con i cittadini, nei periodi elettorali, senza continuare a sottovalutare un problema legato alla salute dell’intera comunità cittadina».

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