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Capone: «La città è viva e vuole partecipare. In Consiglio porterò la voce dei grossetani»

GROSSETO – “In queste settimane, ho sentito e visto parlare di Grosseto per lo più solo come contesto urbano, ma se penso a Grosseto io penso prima alle persone”, a dirlo Gabriella Capone, candidata al Consiglio comunale di Grosseto per il Partito democratico.

“E questa campagna elettorale, almeno personalmente, mi ha dato l’opportunità di ascoltarle, incontrarle, approfondirne la conoscenza – prosegue -. Ho raccolto idee, impressioni e proposte. Questo è un bel segno. Significa che Grosseto è viva e vuole partecipare; che non si accontenta di proclami, di resoconti più o meno veritieri, ma vuole dire come e cosa pensa”.

“Dunque il bello di questa città – va avanti Capone – sono proprio quelle persone che decidono di esprimersi, di riferire su circostanze e fatti che devono essere valutati da una buona amministrazione che intenda fare una buona politica. Le ho raccolte tutte queste sensazioni e ne farò tesoro, ma intendo concludere la mia campagna elettorale proprio con queste idee. I miei cavalli di battaglia li ho ampiamente presentati; mi sono fatta conoscere, senza filtri. Si dice che a fine partita sia necessario sfoderare il proprio asso nella manica: il mio sono tutte le proposte che sono state condivise con me”.

“Il mio compito oggi, e quello che dovrà essere in un eventuale Consiglio Comunale se eletta, è proprio questo – afferma la candidata dem -: essere strumento per portare la voce di chi non ce l’ha, lì dove deve essere necessariamente ascoltata”.

“Alcuni dei temi che hanno suscitato interesse – continua -: sicurezza e traffico; situazione manutenzione strade; emergenza abitativa; aree verdi; manutenzione mura; cultura; recupero animali vaganti; incentivo adozione cuccioli abbandonati; pronto soccorso veterinario pubblico; problema rifiuti urbani; assistenza agli anziani; necessità di rivedere il centro per l’impiego e nascita di uno sportello informativo anti-truffe in ambito lavorativo; disabilità (no alle barriere, auto-rappresentanza e superamento del concetto di inclusione); piccoli negozi di vicinato (far rivivere il nostro mercato coperto, ad esempio, che vanta punti vendita con prodotti di eccellenza); Marina e Principina – e non mi riferisco solo al manto stradale – C’è molto altro”.

“La città dimenticata. Potrebbe definirsi così. E’ quella Grosseto che non è bellissima e che non ci fanno vedere – dice Capone -. Sono quelle esigenze inascoltate, quei propositi mai realizzati, quelle promesse non mantenute in cinque anni di amministrazione. Sono quei dati che non corrispondono alla realtà delle cose, ma che evidentemente in campagna elettorale si vendono facilmente. Grosseto sono tutte quelle persone che contestano l’apparenza e che entrano nel cuore delle questioni; che con capacità di osservazione e consapevolezza guardano al domani. Una gentilissima signora di 74 anni ha particolarmente apprezzato le mie proposte e mi ha fatto sorridere quando ha sottolineato che ai suoi tempi erano entusiasti delle persone che avevano idee per migliorare il futuro. Oggi il luogo comune è: sono tutti uguali”.

“Allora sapete quale è la vera sfida per noi candidati consiglieri? Quella di essere talmente determinati da saper portare dentro il Consiglio comunale non solo le nostre proposte personali, ma soprattutto quelle degli altri, se fattibili e concrete, per non deludere le aspettative e la fiducia di chi vede in noi la possibilità di un cambiamento. Ecco perché il mio motto è #perchinonhavoce”, conclude Gabriella Capone.

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