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Imprenditore gestiva cinque case squillo: per espiare fa una donazione ad un’associazione per le donne

GROSSETO – Ha richiesto il patteggiamento l’imprenditore grossetano che era finito in carcere per favoreggiamento della prostituzione.

Dopo due mesi all’indagato è stata revocata la misura cautelare degli arresti domiciliari, visto che il difensore del grossetano ha trovato un accordo con l’accusa, il Pm De Marco, richiedendo al giudice il patteggiamento della pena di 2 anni di reclusione e 10 mila euro di multa, per il reato di favoreggiamento della prostituzione e per aver costituito “case di prostituzione” (essendo stata all’interno riscontrata la presenza di una pluralità di persone esercenti il meretricio).

«E’ stato possibile addivenire all’applicazione della pena nel corso delle indagini preliminari, senza pertanto giungere alla fase processuale – afferma la Procura -, poiché l’indagato ha collaborato, confessando i reati commessi e risolvendo tutti i contratti di locazione degli immobili (cinque case di prostituzione) interessati all’indagine, oltre ad effettuare una donazione in denaro in favore di un’associazione in tutela delle donne, a scopo di espiazione e riparazione morale».

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