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Ciacci: «L’Europa è lontana da Grosseto, ma soprattutto da Vivarelli Colonna»

GROSSETO – «Non sappiamo dire se Vivarelli Colonna cinque anni fa, quando si è insediato per la prima volta Sindaco avesse espresso desideri, speranze, ipotesi oppure se avessimo dovuto intendere ciò che diceva come impegni. Certo è che in materia di sostegni europei ben poco sia stato avviato». Inizia così la nota di Valentina Ciacci, candidata al consiglio comunale nella lista “Liberali, Socialisti e Riformisti – Valerio Pizzuti sindaco”.

«Eppure aveva iniziato bene inaugurando l’Ufficio Europa per poi immediatamente abbandonarlo a se stesso. Vivarelli anche su questa materia verrà ricordato come il re delle inaugurazioni e dei comunicati stampa. Tutto quello che è stato realizzato ammonta a pochi spiccioli e, ad esempio, il progetto, che ha visto tra gli altri interventi, abbattere l’ecomostro delle Terme di Roselle non ha la paternità di Vivarelli perché era stato programmato dalla precedente Amministrazione».

«I progetti che sono stati finanziati con il Bando Periferie e con il PINQUA sono governativi, questo significa che l’amministrazione non ha mai ricevuto sovvenzioni dirette dall’Unione Europea che prevedessero il cosiddetto “fondo perduto” ma solo finanziamenti nazionali, infatti, il bilancio del nostro comune riporta mutui superiori ai 50 milioni (interessi annuali per 3 milioni a interessi che superano il 4%) fino al 2043».

Inerti, fermi, sordi e ciechi, non si è creato un team di progettisti sul territorio e quando si è trattato di dare incarichi si è preferito spendere tanti soldi in consulenze di studi esterni. Per non parlare della selezione delle aree di intervento. Come sono state selezionate via Saffi e via de Barberi? E perché non si è coinvolto il circondario di via Roma, da anni coinvolto in gravi problematiche? Le priorità per Grosseto e l’Italia per il prossimo mandato le sta dettando proprio l’Europa».

«A Grosseto è indispensabile potenziare l’ufficio Europa in modo da intercettare quanti più fondi possibili dall’unione Europea, dai Ministeri e dalla Regione in modo da realizzare interventi non gravando sulle tasche dei cittadini. Serve un Ufficio Europa in grado di attrarre benefici sul territorio. In un momento dove la nuova programmazione europea 2021-2027 ed il PNRR porteranno oltre 750 miliardi di euro in Italia non si può rischiare di non usufruire di queste opportunità per lo sviluppo del nostro territorio».

«Questa volta la partita è seria. Se non ci agganciamo ai fondi della ripartenza, resteremo molto indietro! Avevamo un incubatore di impresa, “Grosseto Sviluppo”, lo abbiamo fatto morire e oggi servirebbe. Giovani capaci, che hanno anche costituito società e start up innovative, avrebbero bisogno di un Hub in grado di supportare i loro processi di sviluppo e l’inserimento sul mercato, così come potrebbero prestare servizio nella struttura i percettori di reddito di cittadinanza».

«Tra gli abbandoni annoveriamo il Polo Agroalimentare, anch’esso eredità progettuale di altri, anch’esso lasciato morire. Eppure l’agricoltura è il settore da cui proviene il nostro attuale Sindaco. Con l’abbandono del Polo Agroalimentare si capisce anche come siano, per l’amministrazione, secondarie anche le politiche di internazionalizzazione delle imprese (ovvero quei processi di promozione che permettono di entrare, con i prodotti del nostro territorio, sui mercati esteri) e il rafforzamento del contesto produttivo delle aziende attraverso accordi che potrebbero aprire nuove rotte commerciali».

«Al Comune manca un Ufficio Sviluppo – non se ne è sentito il bisogno – in grado di dare supporto a tutti gli attori che operano nel nostro territorio: imprese, cooperative, consorzi, liberi professionisti, onlus, associazioni sportive e culturali, con l’obbiettivo di creare sinergie e collaborazioni anche con l’estero».

«In questa catena c’è anche il sistema del credito. E’ importante, a nostro parere, che il Comune supporti i processi imprenditoriali creando un contesto economico fertile per la creazione di nuove imprese, start up innovative, reti di imprese, dove si incentivano digitalizzazione e internazionalizzazione rafforzando le funzioni dell’incubatore. Inoltre rafforzare le relazioni istituzionali per abbattere i livelli di disoccupazione: mettere al centro il Comune nella rete composta da Centro per l’Impiego, Sportello Giovani, Camera di Commercio, Associazioni di Categoria, Grosseto sviluppo e Scuola».

«Nei prossimi anni dobbiamo essere attrezzati per gestire un cammino di crescita economica, sviluppo sostenibile e qualità della vita. Solo così avremmo davvero una città-capoluogo degna di raffrontarsi con le altre realtà italiane e europee».

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