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Esclusione lista Chiavetta, Articolo Uno: «La costruzione delle alleanze è stato il vero problema»

ORBETELLO – «Ormai sono fatti noti. Anche il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso presentato dalla lista di centrosinistra “Per Mario Chiavetta”. I tentativi fatti per ottenere l’ammissione della lista alla competizione elettorale del 3-4 ottobre vanno giudicati positivi perché tesi a poter far esprimere con il voto democratico la quasi metà dell’elettorato del nostro comune».

È questo l’intervento di Articolo Uno del circolo di Orbetello e la segretaria provinciale Stefania Bondoni.

«Tuttavia le regole esistono – affermano -, possono essere giudicate con più o meno competenza non adeguate, ma esistono e vanno applicate e rispettate. Abbiamo anche letto le dichiarazioni del candidato a sindaco Mario Chiavetta, tese ai ringraziamenti a quanti hanno partecipato ai lavori di costruzione della coalizione, al profondo rammarico e anche a voler continuare in un impegno per il futuro. Anche il Pd, per mano del suo segretario, ha espresso amarezza per la non ammissione della lista di cui il Pd era il massimo rappresentato e ha anche chiesto scusa alla cittadinanza orbetellana, che oggi è privata di una rappresentanza elettorale di centrosinistra per il governo del comune. Tutte cose che vanno sottolineate con benevolenza e comprensione. Oggi per il mondo variegato della sinistra nel nostro territorio vanno però poste domande stringenti e vanno date risposte altrettanto precise. Noi di Articolo Uno, abbiamo molte ragioni per esprimere giudizi anche forti su alcuni passaggi relativi alla conduzione e alla costruzione delle alleanze, vero problema centrale».

«L’aver voluto costruire una alleanza in larga parte protesa verso un”civismo spurio” legato a spezzoni della “destra malpancista locale” che ha portato ad oscurare il ruolo del Pd, che invece doveva assumere appieno essendo il partito politico maggioritario con il suo 30% dei voti alle ultime elezioni regionali.
La mancanza del controllo e un affidamento incauto nell’organizzazione e nelle procedure da seguire nella fase che ha portato poi alla ricusazione della lista. Procedure che un partito maggioritario non può e non deve demandare a soggetti esterni al Pd.
Sinistra Italiana che esce perché voleva due posti in lista e contesta il diniego al nome che suggeriva, Articolo Uno che viene fatto fuori dalla lista il giorno della presentazione. Ecco che viene a crearsi nella coalizione un vuoto a sinistra, di quelle stesse forze che fino ad allora si erano rese partecipi per la costruzione di un programma di centro sinistra. Successivamente SI presenta una lista autonoma, ed anche su questo atto avremo molte ragioni da esprimere, prima fra tutte la grave mancanza da parte di loro di non aver cercato un confronto politico con Articolo Uno. Evidentemente anche in SI i personalismi hanno prevalso alla ragion d’essere.
Un epilogo disastroso frutto di quel agire una politica malata, vecchia, che ancora insiste a “prendere batoste” arroccandosi a quel centralismo moderato e civico, formula che ormai ha dimostrato ogni suo limite da almeno un decennio».

«La crisi economica del 2010 e la pandemia da Covid – proseguono – hanno riposto al centro della politica la funzione del “pubblico” e dei partiti politici. Basta guardare l’Europa e la nostra politica nazionale. Anche a Orbetello, dopo questa brutta e dolorosa vicenda, il centrosinistra deve ripartire con mentalità, con cultura e con una politica nuova. La fase del “civismo spurio” si è esaurita, mentre è viva ed interessante quella parte di società civile vicina ai nostri valori. I partiti democratici devono rinnovarsi al proprio interno, superare le correnti e i personalismi e devono assumersi in prima persona le responsabilità politiche di fronte ai problemi del lavoro, del rilancio delle attività produttive e della ricucitura del tessuto sociale intorno alla difesa attiva del nostro sistema ambientale e culturale. Infine, si pone il problema di come orientarci per il voto del 3 e 4 ottobre in presenza della lista di destra che va combattuta, perché vecchia di mentalità e di politica e della lista Alternativa di SI».

«Articolo Uno – concludono – esprime le sue riserve sul percorso portato avanti da SI in questo ultimo anno e fino ad oggi con la presentazione di quella che sarebbe stata la terza lista. L’obiettivo rimane sempre battere la destra e non mancheremo di seguire nei prossimi cinque anni, se ci saranno, le condizioni di una equilibrata interlocuzione con SI, l’attuazione delle scelte politiche future da compiere per il nostro territorio».

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