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Culicchi: «Campagna elettorale condizionata da Vivarelli Colonna che fa saltare le regole della par condicio»

GROSSETO – «Ho sentito più di una volta parlare di questa come una campagna elettorale dai toni moderati e povera di contenuti programmatici, mancante di quelle proposte che potrebbero cambiare la città. Premesso che i toni moderati sono un segno di rispetto e civiltà che dopo tanti anni di urla a sproposito il cittadino pretende, per il resto la vera cosa da biasimare è che sono stati fatti saltare tutti gli schemi».

Leonardo Culicchi, della coalizione “Partecipa!”, inquadra la situazione legata alla campagna elettorale per eleggere il primo cittadino del prossimo quinquennio, con un’ulteriore approfondimento: «La campagna elettorale non manca di spessore né di temi, anche perché il Pnrr il programma di un profondo cambiamento lo scrive da solo, ma in realtà è sedata e condizionata da un sindaco in evidente difficoltà che sfruttando ogni suo potere a disposizione ha fatto saltare le regole non scritte, persino quelle della par condicio».

Culicchi ne spiega i motivi: «E’ in crisi per un elettorato che non ha nessuna intenzione di premiarlo per quanto afferma di aver fatto, sopraffatto dalla accesa rivalità tra i tre partiti che lo sostengono, in una lotta intestina per i posti da assessore e da lui stesso scatenata mettendo come meritocrazia il numero delle preferenze e non le competenze; basti vedere che tra cartellonistica e spot vari, i consiglieri hanno sborsato più soldi di quelli spesi da tanti dei candidati sindaci».

Culicchi poi, prosegue: «Quello che però rende davvero biasimabile la campagna elettorale è l’atteggiamento di alcune tra le principali associazioni di categoria che, nonostante la nostra proposta di un tavolo di concertazione che offre pari diritto di rappresentanza in consiglio comunale, sembrano ancora scioccate da una sceneggiatura scritta non certo a favore di tutti, ma per gli interessi di alcuni. La dichiarata scelta politica dei vertici Confartigianato ha palesemente rotto gli schemi, mettendo una forte criticità sul futuro equilibrio che si creerà in città post elezioni in caso di riconferma del sindaco uscente, come se già adesso Grosseto non fosse abbastanza spaccata e divisa. Dall’altra parte del campo però i vertici di Cna, stigmatizzando la scelta del diretto avversario, si pongono come osservatori silenti tanto che a poco più di 15 giorni dal voto non hanno neanche organizzato un incontro per far sentire ai propri associati la voce degli altri candidati a sindaco».

«Si dirà colpa del Covid – prosegue Culicchi – ma non solo, quando parlo di cambiare le regole non scritte mi riferisco persino all’imbarazzante il ruolo della Pro loco grossetana, estremamente disponibile e prodiga a organizzare continui convegni e dibatti tutti a favore dei vari candidati della lista Vivarelli Colonna. Vi prego, risparmiatemi il “Ma se ce lo chiedete lo facciamo anche con voi”. Ricordatevi solamente che le Pro loco, usate come strumento partito o politico, hanno vita breve e travagliata».

Non tutto però è da cestinare secondo Culicchi: «Per fortuna in questa città ci sono anche associazioni come Confesercenti, Confcommercio e realtà come il Centro commerciale naturale che hanno orecchie ben aperte e sentono benissimo il lamento dei loro associati e assistiti. Uno spropositato bilanciamento tra negozi di prossimità e insediamenti della grande distribuzione sta portando all’estinzione dei negozi di quartieri e del centro storico, ben sapendo che la loro funzione oggi non è più solo commerciale ma addirittura sociale, perché punto di incontro e relazione fiduciaria per gli anziani e i cittadini tutti, combattendo il degrado e l’insicurezza che questo porta».

Su quest’ultimo tema il candidato a sindaco della coalizione Partecipa! conclude la sua analisi: «Se il tema della campagna del 2016 era la sicurezza, trattato in modo strumentale e ancora palesemente non risolto, oggi lo è il futuro dei nostri quartieri e delle nostre frazioni. Quindi mi domando, se gli schemi sono evidentemente saltati, se abbiamo deciso che va bene cambiare le regole di ingaggio, allora accetto la provocazione e scendo anche io su quel campo. Alle associazioni che hanno dimostrato di avere a cuore tutta la nostra città, che lottano senza chiedere posti al sole, sono io che, in pieno accordo con la mia coalizione, non solo ne riconfermo il ruolo fondamentale nel tavolo di concertazione, ma chiedo alle loro migliori risorse, alle più significative esperienze professionali, il contributo umano affinché possano affiancarmi nella lotta comune, nel segno del cambiamento di una città che può arrivare solo e unicamente adesso!».

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