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«La vera storia di Rdf». Il ricordo di uno dei ragazzi della radio

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FOLLONICA – «Pur se ormai distante da Follonica, quando posso seguo le attività e le belle iniziative organizzate da coloro che una volta davano la loro voce alle onde di Radio Diffusione Follonica. Questi speaker, ragazzi e ragazze di quel tempo, mi consentono di rivivere momenti ormai lontani quando anche io trasmettevo programmi radiofonici tra cui “W l’Italia”, un’ora di sola musica italiana, che aveva come sigla di apertura il brano omonimo di Francesco De Gregori».

A scriverlo, in una lettera inviata alla nostra redazione, Biagio Russo, tra i fondatori di Radio Diffusione Follonica.

«Sono passati ben 44 anni da quando, quel giorno del 1977, ebbi l’onore di dire al microfono: “Radio Diffusione Follonica, prove tecniche di trasmissione” – spiega Russo -. Furono le prime parole della prima volta che trasmettevamo. Per me fu un momento di grande gioia e forte emozione. Si era finalmente concretizzato un sogno! Si era avverato quel mio grande sogno audacemente desiderato l’anno prima, nel 1976, quando frequentavo l’ultimo anno di studi all’Istituto Tecnico Commerciale  Fibonacci di Follonica.

All’epoca, Follonica era “invasa” dalle frequenze di Radio Grosseto e Radio Piombino. Perché non anche “Radio Follonica”?, mi chiesi. Da qui prese volo e forma il mio sogno.

Di quella idea feci partecipe Giorgio Ghini, che al tempo era il mio carissimo compagno di banco, e che purtroppo da qualche anno non è più fra noi, ma che porto sempre nel cuore. Unimmo il nostro entusiasmo e ci mettemmo subito all’opera per sapere come e cosa fare per “mettere su una radio libera” (al tempo si chiamavano così) di cui Follonica era fortemente degna destinataria. In quei primi tempi si unì a noi un’altra persona con la quale dividemmo i compiti: Massimo Di Giacinto. Massimo lo ricorderà sicuramente.

Presso la Cancelleria del Tribunale di Grosseto verificammo quali documenti occorressero visionando la documentazione che era stata presentata dall’emittente grossetana “Radio Tiburzi”. Fu in quel momento che appurammo, da ragazzi, giovani e inesperti che eravamo, che un’emittente, benché radiofonica, era a tutti gli effetti una testata giornalistica e come tale doveva avere un direttore responsabile.

Non so dirvi come e perché, sono passati tantissimi anni ormai, prendemmo contatti con il corrispondente locale de “La Nazione”, Rino Magagnini. Il caso volle, ma sono convinto che il “caso” non esiste, che Rino proponesse di aggiungere alla nostra la sua idea: redigere un periodico d’informazione follonichese. Unimmo, quindi, le nostre forze e le tante idee.

Il gruppo si allargava. Oltre al Magagnini, aderirono al progetto altre persone: Alfeo Chirici, Fausto Bucci (all’epoca direttore della Biblioteca comunale di Follonica), Giuseppe Vella (professore di italiano del quale io e Giorgio Ghini eravamo allievi), e ancora altre due di cui, al momento, non ricordo il nome e alle quali chiedo scusa della dimenticanza.

Dopo una serie di lunghe riunioni e discussioni, che per brevità non sto qui a riportare, giungemmo alla soluzione finale: costituire una cooperativa che avrebbe acquisito la proprietà delle due testate, quella radiofonica e quella stampata. La società sarebbe stata denominata “L’Informazione democratica”, l’emittente sarebbe stata “Radio Diffusione Follonica” e il periodico avrebbe assunto come testata “Il Golfo”.

Però, la cooperativa necessitava di almeno nove soci per essere costituita, ma noi eravamo solo sette. Nessun problema, ci vennero in soccorso i nostri genitori, infatti si unì al gruppo sia mio padre, sia il babbo di Giorgio. Eravamo nove. Era fatta.

Nasceva così, nel 1977, la cooperativa “L’Informazione democratica” i cui fondatori erano:
Fausto BBucci, Alfeo Chirici, Giorgio Ghini, Erio Ghini, Rino Magagnini, Biagio Russo, Vincenzo Russo, Giuseppe Vella e Di Gregori (all’epoca dipendente del locale ufficio PT del quale, purtroppo, non ricordo il nome). Alfeo Chirici fu nominato presidente, Rino Magagnini vicepresidente e direttore responsabile delle due testate.

Il trasmettitore non fu un auto costruito, come ho letto in alcuni articoli dedicati alla Radio, ma si trattò di un P.M.M. acquistato da un’azienda costruttrice del settore con sede ad Albenga (Savona), città dove io e Giorgio, insieme a un amico comune del quale ricordo solo il cognome, Vanni, ci recammo a ritirarlo. Ringrazio ancora mio padre che per l’occasione finanziò l’acquisto (finanziamento ovviamente restituito e a tasso zero).

Le trasmissioni iniziarono il 19 settembre dello stesso anno da una stanza a piano terra posta nella nostra centrale via Dante Alighieri. La frequenza di trasmissione era 93 Mhz , ma in seguito dovemmo spostarla a 92,5 Mhz perché troppo vicina al canale radiofonico della Rai.

Nel 1978, prima Giorgio e dopo qualche mese anche io, fummo chiamati al servizio di leva, ma ormai la radio navigava da sola e tutto procedette per il meglio; ciò grazie a tutti coloro che, con affetto e dedizione, nel frattempo si dedicarono a riempire i palinsesti con varie trasmissioni, anche sportive.

Li ringrazio davvero tutti, ragazze e ragazzi di quel tempo, ed evito volutamente di fare l’elenco di quei compagni e compagne di viaggio poiché, visti i decenni passati, rischierei di lasciarne fuori qualcuno, dovendo fare leva solo sulla mia memoria.

Il resto è storia più o meno conosciuta già disponibile in rete a fronte di articoli dedicati. Mio intento era ed è fare luce e chiarezza ufficiale sulle origini di quel sogno che, voluto, fortemente voluto, si è realizzato: Radio Diffusione Follonica.

Origini storiche che auspico siano d’interesse e di curiosità per chi vorrà saperne di più; per questo, con grande piacere, le metto a disposizione di tutti, ma, in particolare, della cittadinanza follonichese.

In chiusura, un pensiero particolare e affettuoso va a chi di quel “grande” gruppo della radio purtroppo oggi non c’è più ma che è sempre nel mio cuore», conclude Russo.

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