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Il riscatto di Samuo: da piccolo sfruttato nei campi, oggi crea torte da pasticciere

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GROSSETO – Ride dietro la mascherina Samou. Ride perché quella che mostra è la sua prima torta Redvelvet, la prima creata tutta da lui. Ride perché per arrivare a quella torta ha lavorato tanto, ha macinato chilometri, ha attraversato paesi, dal Mali sino in Italia. Ride Samou, perché quella torta ha il sapore dolce e buono del riscatto e della rivincita, il sapore deciso di chi ce l’ha fatta.

Samou Diallow ha 23 anni, ma se guardi la sua vita, è come se di anni ne avesse 100, e di vite ne avesse già vissute almeno due.

Samou lavora da sempre: a soli sei anni è stato strappato alla sua famiglia e mandato a lavorare nei campi. Pagato il minimo del salario per sopravvivere. Ma il suo sogno era fare altro, forse dentro di sé già sapeva che quello non era il suo destino.

Samou Diallow

Ha risparmiato centesimo sopra centesimo, sino a quando non è riuscito a mettere insieme quanto bastava per comprarsi il biglietto che gli avrebbe cambiato la vita più di qualunque lotteria.

In Italia è arrivato che aveva appena 17 anni, e si è dato subito da fare: ha lavorato in campagna e nella ristorazione. Da un anno lavora alla pasticceria Crem caffè, in piazza esperanto, a Grosseto. «Era partito come tutto fare in pasticceria, pulizie e lavaggio – racconta il titolare Biagio Pianese – ma era affascinato da quello che si creava nel laboratorio».

Samou ad un certo punto prende il coraggio a due mani, e chiede al pasticciere, Antonio Pianese, di collaborare qualche ora con lui per imparare l’arte della pasticceria. «Samou è con noi da un anno ed è diventato l’aiutante fidato di Antonio. Oggi ha creato la sua prima torta redvelvet, nei suoi occhi si legge la felicità. Un grosso in bocca al lupo a Samou per il suo nuovo percorso».

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