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#amministrative2021

Capone: «Serve un tavolo per le politiche giovanili»

Gabriella Capone
Gabriella Capone

GROSSETO – “Mi fa piacere che le elezioni abbiano finalmente posto l’attenzione sulle politiche giovanili”, a dirlo è Gabriella Capone, candidata al Consiglio comunale di Grosseto per il Partito democratico.

“Leggo proposte e particolare preoccupazione per lo scarso coinvolgimento dei giovani nell’amministrazione della città – prosegue -.Mi  domando come mai i quesiti nascano soltanto adesso, quando per cinque anni le politiche giovanili hanno avuto un ruolo marginale nell’azione amministrativa di Grosseto. Ne è la prova che in un unico assessorato sono stati accomunati i servizi educativi, la pubblica istruzione, le pari opportunità, le politiche giovanili, la partecipazione il territorio e la gentilezza.

Le iniziative verso i giovani sono state poche, pochissime, e per lo più hanno visto il Comune concedere il patrocinio ed affiancare enti ed associazioni che se ne sono prese carico.

Di certo per dare una risposta ai giovani questo non basta. Bene che ad oggi ci sia questa consapevolezza.

Da tempo oramai ho proposto al Partito democratico di rendere prioritaria l’attenzione nei confronti dei ragazzi, attraverso l’istituzione di un tavolo per le politiche giovanili, quale organo consultivo del Consiglio comunale. In questo organismo, i giovani avrebbero così direttamente la possibilità di partecipare all’amministrazione cittadina.

Obiettivi? Ne cito qualcuno…
– prevenire l’isolamento giovanile;
– favorire la socializzazione ed incrementare lo scarso tessuto associazionistico giovanile;
– valorizzare la presenza, la cultura e le attività dei giovani nella società e nelle Istituzioni;
– agevolare il rapporto fra i giovani e le Istituzioni al fine di partecipare attivamente, attraverso proposte e pareri, alla programmazione e pianificazione delle attività dell’Amministrazione comunale;
– favorire lo scambio sociale e culturale tra le generazioni e sostenendo le idee e le energie dei giovani del Comune.

Occorre un luogo fisico funzionale di concentramento e di aggregazione per lo svolgimento di tutte queste attività.

Dove questo tavolo è attivo, si è dimostrato che i giovani si sentono di appartenere ad un tessuto sociale che li coinvolge e li ascolta e che fa nascere quello spirito di appartenenza al territorio che li spinge a fare per creare le condizioni migliori per restare. Oggi ne siamo sprovvisti. Domani rendiamolo possibile”, conclude.

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