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Rifiuti, Potere al Popolo: «Gli investimenti di Sei Toscana vanno condivisi con il territorio»

GROSSETO – «Come al solito si procede in maniera inversa a quanto il buon senso e la norma vorrebbero: il gestore privato del Servizio rifiuti urbani (Sei Toscana) ha presentato ai sindaci il suo Piano industriale di investimento, già definito e che prevede investimenti di 30 milioni ogni anno per i prossimi cinque anni e chiede di approvarlo ai 105 sindaci delle tre province di Grosseto, Siena e Arezzo, visto che a pagare tali investimenti saranno i cittadini con le bollette sui rifiuti».

Così Potere al Popolo Grosseto che prosegue: «Come era prevedibile, e come si è verificato, le assemblee dei 105 sindaci non hanno mai deciso nulla a favore della collettività, e lo dimostrano i risultati storici e attuali, disastrosi sia in termini di costi del servizio (quindi di bollette per i cittadini) che di mancanza di occupazione e lavoro stabile e locale nel settore del recupero di materie dalle raccolte differenziate, peraltro di pessima qualità. La scelta di regionalizzare il servizio porterà altri disastri. Finora i gestori privati del settore hanno imposto scelte a favore dei loro interessi privati, puntando sull’incenerimento e sulle discariche, le due soluzioni più sbagliate e volute solo per fornire i combustibili ai loro inceneritori. Dubitiamo che i nuovi soggetti gestori abbiano diversi interessi».

«Oggi la presidente del consiglio direttivo di Ato Toscana Sud, la sindaca di Civitella Alessandra Biondi afferma: “Crediamo che i territori debbano avere un ruolo centrale accanto ad Ato nel confronto con il gestore sul piano industriale”. Finalmente. Ci sarebbe da aggiungere per coerenza che a decidere cosa serve e cosa deve fare il gestore siano i consigli comunali dei pochi comuni raccolti negli ambiti omogenei di raccolta. Dopo di ché il gestore potrà proporre un piano di investimento in coerenza con gli interessi pubblici. Finora anche dal sindaco di Grosseto non c’è mai stata un’indicazione in tal senso, e tutte le decisioni sono state prese in assenza delle persone che il territorio lo vivono e che pagano le tasse. E questo per noi è inaccettabile: si deve cambiare al più presto».

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