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La giunta scrive al ministro: «La Tirrenica ha causato più vittime del ponte Morandi»

CAPALBIO – La Tirrenica è ormai irrimandabile. ne è convinta la giunta del Comune di Capalbio, composta da Giuseppe Ranieri, vicesindaco e gli assessore Gianfranco Chelini, Patrizia Puccini, Marzia Stefani. La giunta ha così deciso di scrivere una lettera aperta al ministro alle infrastrutture, Enrico Giovannini, anche dopo le parole pronunciate dallo stesso ministro a Festambiente. L’amministrazione comunale chiede ancora, a gran voce, azioni concrete per la messa in sicurezza della strada.

Signor Ministro,
lo scorso sabato pomeriggio, dopo essere stati nel luogo dove si è consumato l’ennesimo incidente mortale nel tratto della S.S.n.1 Aurelia che attraversa il Comune di Capalbio, abbiamo sentito insopprimibile il bisogno di visitare il tratto di strada che ha visto, oltre al tragico incidente di sabato, anche il luogo dove perse la vita qualche anno fa il Ministro Altero Matteoli. Un uomo politico, dobbiamo dargli atto, che da Ministro, si era impegnato a superare la più che quarantennale paralisi decisionale sull’asse di viabilità nazionale Civitavecchia-Livorno.

Eravamo tutti noi bambini quando vedevamo sfilare manifestazioni ricche di bandiere e cartelli con le scritte “No all’Autostrada – Sì all’Aurelia”. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, non abbiamo avuto né l’Aurelia in sicurezza, né l’Autostrada. Così la dotazione infrastrutturale Grossetana è rimasta ampiamente al di sotto  della media nazionale mentre quella di altre province toscane è cresciuta ben al di sopra. Insomma, per utilizzare un termine caro alla comunicazione della Regione Toscana, “un corridoio tirrenico a due velocità”.

Ma questo non è il momento di indulgere a critiche retrospettive, semmai serve riflettere sulla circostanza che tanto tempo perduto ha provocato più vittime della tragedia del Ponte Morandi di Genova. Senza lo stesso impatto mediatico si è consumata e continua una tristissima contabilità di dolore, talvolta di intere famiglie falcidiate nella commozione di un giorno.

Signor Ministro, non possiamo più attendere. Per rispetto alle vittime, ai loro familiari dobbiamo proclamare forte e chiaro che la messa in sicurezza dell’Aurelia non è una scelta politica, ma un obbligo morale. Non si tratta di investimenti faraonici, ma del minimo previsto dalle norme nazionali e comunitarie per la sicurezza del traffico nelle strade di grande comunicazione (spartitraffico centrale, eliminazione degli svincoli a raso ecc.).

Confidiamo, Signor Ministro, dopo quanto da Lei detto a Festambiente il 18 Agosto, che le notizie che vorrà darci confortino questa nostra aspettativa.
La gente di Capalbio (e non solo!) si aspetta una risposta sul campo che sia rapida e concreta perché di parole sull’argomento sono state dette tante ed utili solo a riempire biblioteche. Ci affidiamo perciò con fiducia alla Sua grande sensibilità e alla Sua riconosciuta capacità di tradurre le complicazioni burocratiche in decisioni semplici.

Con i sensi della nostra più alta stima, la salutiamo con viva cordialità.

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