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Dal Rave alla pineta di Marina, ma i residenti insorgono. Turbanti «Ieri momenti di tensione»

MARINA DI GROSSETO – Non è stato facile, ieri sera, riuscire a calmare gli animi surriscaldati quando i camper e i furgoni di chi lasciava il rave party di Valentano sono arrivati nella pineta di fronte allo stabilimento Kursal, a Marina di Grosseto.

Sei-otto tra camper e furgoni, da cui sono uscite una trentina di persone, hanno occupato l’area che viene usata come parcheggio da residenti e vacanzieri per andare al mare.

«Inveivano contro di noi, con fare aggressivo. Avevano grossi cani con loro» racconta l’assessore alla polizia municipale del comune di Grosseto, Fausto Turbanti, che ieri sera si è recato sul posto alle prime segnalazioni. C’era un forte odore di benzina, non si sa da dove provenisse. Ma il pericolo per un’area circondata dagli alberi della pineta era evidente. «Abbiamo chiamato i carabinieri prima che la situazione sfuggisse di mano».

Sul posto sono arrivate quattro pattuglie. Alla vista dei militari una decina di persone sono fuggite. Il resto sono state identificate. «Il capitano Filippo Cini ha gestito la situazione in maniera impeccabile. Dopo l’identificazione sono andati via».

Stanotte poi sono tornati quelli che erano fuggiti. Un gruppo di spagnoli si trovano nel parcheggio di Fiumara, oltre la Canova. Anche questi sono stati identificati. Pare abbiano detto che andranno via presto. «Il fatto è che se parcheggiano e non fanno nulla di illegale, non possono essere mandati via esattamente come tutti gli altri mezzi. E se non abbassano il predellino non si può contestare neppure il campeggio in area non dedicata. Esattamente come per ogni altro cittadino» prosegue Turbanti.

È stato fermato per l’identificazione anche un camion che era rimasto incastrato in via del Tombolo, perché troppo grosso e lungo per quella viuzza di Marina. «Stamani mi hanno nuovamente chiamato da uno stabilimento balneare perché un gruppetto di questi ragazzi ubriachi creava problemi». Questo è il vero problema, non la presenza, ma il fatto che ci siano disordini, o che decidano di fermarsi a lungo senza di fatto avere “gli strumenti” per questa sosta prolungata, quindi facendo i propri bisogni dove capita e lasciando dietro di sé una scia di rifiuti.

Di fatto sparsi sul territorio si sono vari gruppi di giovani che stanno pian piano rifluendo verso il nord dell’Italia e dell’Europa, in un lento viaggio di rientro a casa fatto per tappe. Le forze dell’ordine stanno continuando a controllare le aree di parcheggio, in una sorta di continuo rimpiattino, identificando la gente e invitandola a proseguire il viaggio senza fermarsi.

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