Quantcast

Multe in arrivo per i bagnanti: hanno rimosso la posidonia dalla spiaggia

L'assessora all'ambiente ha fatto un sopralluogo sulla spiaggia di Pratoranieri per verificare l'intervento non autorizzato

FOLLONICA – Ieri pomeriggio alcuni cittadini e cittadine hanno raccolto e gettato nella spazzatura la Posidonia secca che si era depositata sulla battigia, documentando il tutto sui canali social. Un intervento che, secondo le loro intenzioni, avrebbe dovuto rendere più pulita la spiaggia ma che, di fatto, è non solo sbagliato dal punto di vista ambientale ma è anche sanzionabile.

mare Follonica 2015 spiaggia ombrelloni

La presenza di resti di posidonia sulla spiaggia è infatti indice di alta qualità ambientale e, come spiega il vicesindaco Andrea Pecorini con delega alle politiche del mare, «dovremmo quindi andarne fieri e non far di tutto per rimuoverne ogni indizio».

L’amministrazione comunale precisa che la degradazione delle foglie è alla base delle catene alimentari costiere, garantendo così una pesca abbondante. Inoltre, i cordoni che si spiaggiano sono un formidabile strumento per smorzare la forza delle onde e consentire alla sabbia di depositarsi ed essere trattenuta. «Se proprio si ritiene indispensabile rimuovere depositi considerati eccessivi, ci si limiti a spostarli con grande accortezza al margine della spiaggia, al piede della duna, dove con il tempo verranno coperti dalla sabbia e dalla vegetazione – prosegue Pecorini – dando vita a un nuovo cordone dunale. In alternativa i cordoni possono essere ammucchiati dove non danno fastidio ma alla fine dell’estate andranno comunque restituiti alla riva».

Questa mattina l’assessora all’ambiente Mirjam Giorgieri si è recata sulla spiaggia di Pratoranieri, quella interessata dalla pulizia svolta dai cittadini, per verificare la situazione: «Il gesto compiuto è assolutamente sbagliato – dice Giorgieri – da evitare e da condannare. La posidonia è infatti una risorsa e aiuta l’ecosistema marino a rimanere in salute. Va quindi lasciata dove si trova perché l’Amministrazione comunale la impiega per riformare la duna naturale».

E l’assessora aggiunge: «Ci auguriamo un turismo più rispettoso dell’ambiente e per far sì che gesti come questo non vengano più compiuti, cercheremo di fare informazione anche tramite tavole grafiche che verranno posizionate in spiaggia».

La polizia municipale sta accertando le varie responsabilità e in seguito alla pulizia non autorizzata verranno emanate le sanzioni secondo le norme di rito.

Sulla vicenda interviene anche Enrico Calossi (Follonica a Sinistra)
«Ho visto sui social la scena di alcune persone che sul lungomare di Pratoranieri raccoglievano il materiale vegetale spiaggiato sulla nostra battiglia (in massima parte posidonia) e lo mettevano in sacconi neri, con la speranza che venissero raccolti dagli addetti alla pulizia – scrive Calossi in una nota -. Per fortuna sui social le reazioni dei cittadini sono state fortemente critiche verso quella che forse era immaginata per essere un’azione di impegno civico».

«Infatti la posidonia è una pianta (e non un’alga) importante per il nostro ecosistema – spiega -, perché in mare svolge, tra gli altri, un ruolo di rallentamento del moto ondoso e, una volta spiaggiata, contribuisce a frenare l’erosione e rafforza la spiaggia. Scrivo queste righe, dunque, come appello pubblico a chi legge (in massima parte follonichesi, ma non solo): se qualcuno vede un’azione del genere, deve spiegare agli ignari volenterosi che la posidonia va lasciata lì o al massimo interrata nelle vicinanze, come è stato giustamente fatto dall’amministrazione comunale nella duna della spiaggia libera dell’ex Tonys. Se invece l’azione dovesse continuare, più che postare le foto sui social (che rappresentano sicuramente un importante strumento di dibattito) è meglio chiamare subito le forze dell’ordine. Diverso, ovviamente, sarebbe stato il caso se i volenterosi avessero interrato o spostato di pochi metri la posidonia. In tal caso l’atto sarebbe in qualche modo utile».

«Capisco il disagio di chi vorrebbe una spiaggia pulitissima e da cartolina – conclude -, ma l’ambiente e la natura non sempre sono come ci si immaginano nelle patinate riviste di promozione turistica. Al contrario il danno a lungo termine a causa di azioni del genere rischia di essere molto grave».

Commenti