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Confartigianato: «Green pass nei centri benessere, ma non dal parrucchiere. Troppa confusione»

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GROSSETO – “Green pass: ancora troppa confusione in merito alla questione importante che di fatto oggi danneggia le imprese e i cittadini; per questo come Confartigianato Grosseto, in linea con la nostra mission, cerchiamo di dare quelle informazioni certe che da domani saranno in vigore”

A parlare è il segretario di Confartigianato Grosseto che come sempre intende stare al fianco degli imprenditori locali.

“Da domani 6 agosto – spiega Mauro Ciani – sarà possibile accedere ad alcune attività solo se si è in possesso di un Green pass che attesta l’effettuazione di almeno la prima dose di vaccino, la guarigione dall’infezione o l’effettuazione di un tampone negativo che, ricordiamo, ha validità di 48 ore. Saranno soggetti a tale previsione tutti i centri benessere mentre quest’obbligo non riguarda parrucchieri ed estetisti. Gli acconciatori non sono coinvolti dal provvedimento e per quanto riguarda i centri estetici, considerata la sovrapponibilità di alcune attività che possono essere svolte sia nei centri estetici che nei centri benessere, si ritiene che l’unico elemento di certezza da utilizzare in caso di controlli da parte della pubblica autorità sia il codice attività. Pertanto – chiarisce il segretario – risultano esclusi dall’obbligo di verifica del green pass i Codici Attività 96.02.02, cioè i centri estetici, mentre sono soggetti all’obbligo di verifica dello stesso green pass tutti i centri benessere, Codice Attività 96.04.10, indipendentemente dai trattamenti erogati, quindi anche in caso di svolgimento di un trattamento estetico, in altre parole qualora vi fosse una cabina di estetica all’interno”.

Saranno i titolari o i gestori dei servizi e delle attività, previa esibizione del Green Pass, a verificare che l’accesso a questi servizi e attività avvenga nel rispetto delle prescrizioni. Onerosa la sanzione pecuniaria per chi non rispetto le regole: da 400 a 1000 euro, sia a carico dell’esercente, sia dell’utente. Qualora la violazione venga ripetuta per tre volte in tre giorni diversi, l’esercizio potrebbe essere chiuso da 1 a 10 giorni.

“Per alleggerire le operazioni di verifica a carico delle imprese – conclude Mauro Ciani – Confartigianato ha veicolato alle Commissioni Affari sociali e Attività produttive della Camera un emendamento volto a chiarire che le imprese non sono responsabili della verifica dell’identità delle persone che accedono alle attività e ai servizi per cui è obbligatorio esibire il green pass, in quanto tale verifica spetta esclusivamente alla pubblica autorità”.

 

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