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Ddl Zan, M5S: «Vivarelli Colonna cerca i voti dell’estrema destra, ma poi si rivende come civico»

GROSSETO – “Al di là delle chiacchiere la democrazia e la civiltà si sostanziano in atti. Atti che possano garantire la reale uguaglianza davanti alla legge, quella definita all’articolo 3 della nostra Costituzione tra i princìpi fondamentali. Per questo sosteniamo la legge Zan”.

Così la consigliera comunale del M5s Daniela Lembo che prosegue: “Di una legge come la Zan – prosegue – non dovrebbe esserci bisogno. Purtroppo, però, la situazione che viviamo e la piega che ha preso la società impongono un freno. E questo freno deve giungere dalla politica, oltre che dal ruolo della scuola e delle famiglie”.

Lembo ricorda che “viviamo in un Paese surreale: da un lato c’è chi (per fortuna pochi) si riversa nelle piazze per urlare la parola “libertà” in contrapposizione alla campagna vaccinale e parla di regime sanitario, mentre magari, in molti casi, non si scompone per atteggiamenti discriminatori, obsoleti e violenti nei confronti di chi ha un orientamento sessuale diverso dalla massa”.

Nota positiva giunge dai giovani: “Probabilmente – insiste Lembo – su questo terreno qualche passo avanti è stato fatto: le nostre ragazze e i nostri ragazzi non subiscono la claustrofobia di schemi mentali ormai superati. Per loro, a ragione, i problemi sono altrove: formazione, lavoro, ambiente, futuro”.

Domenica, in piazza a Marina di Grosseto per sostenere la legge Zan, il Movimento 5 Stelle c’era con una propria delegazione guidata dal candidato a consigliere comunale Antonio Pignatiello. “Ho visto tante persone che credono in un Paese migliore. Un Paese che non ghettizza, che non isola, che non odia. Il Ddl Zan va nel solco di un cambio culturale necessario”.
Poi il racconto: “Ho sentito parole di ragazzi e ragazze che hanno paura di camminare per strada mano nella mano con i propri partner dello stesso sesso. Hanno paura di baciarsi, o anche semplicemente di rivelare la propria intesa. Questo – sottolinea ancora Pignatiello – non è accettabile. Così come non è accettabile utilizzare la sofferenza altrui per farci campagna elettorale. Tutto questo, infine, assume il sapore di presa per i fondelli se a giovarne è un candidato come Vivarelli Colonna che cerca con insistenza i voti della destra estrema, ma poi si rivende come civico”.

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