Quantcast

Padre Egidio lascia Grosseto. Arriva don Santino. Sacro cuore dai Vincenziani ai Guanelliani

GROSSETO – Con questa domenica, 1 agosto, si chiude, dopo quasi 80 anni, la presenza dei Padri Vincenziani a Grosseto.

I primi due religiosi giunsero in Maremma nel 1948. A loro furono affidati il servizio di cappellania ospedaliera e di accompagnamento spirituale dei seminaristi. Nel 1954 si aggiunse anche padre Lucchesi, primo “reggente” della nascente parrocchia del Sacro Cuore, nella cui canonica la comunità vincenziana si trasferì definitivamente nel 1958.

Da allora, un servizio pastorale ininterrotto, nella popolosa parrocchia cittadina, che negli anni raggiunse anche i 25mila abitanti, per poi attestarsi sugli attuali 12mila, a motivo della nascita di altre Parrocchie che hanno assorbito porzioni di territorio prima ricadenti nei confini della Basilica di via della Pace.

Nel corso dei decenni si sono succeduti vari religiosi, alcuni dei quali hanno inciso in maniera significativa anche nella vita pastorale diocesana. Attualmente i padri erano tre. L’ultimo parroco, padre Egidio Stefani, è stato assegnato come vice parroco ad una parrocchia di Palermo retta dai Vincenziani; p. Vittorio Pacitti sarà trasferito a Firenze, mentre p. Giancarlo Silveri, da cinquant’anni a Grosseto, resterà momentaneamente in città, in una struttura privata, col permesso dei superiori della sua Provincia religiosa.

La comunità del Sacro Cuore accoglie, ora, l’arrivo di coloro che subentreranno nella guida della Parrocchia: i padri Guanelliani. La denominazione canonica della congregazione è “Servi della carità-Opera don Guanella”. Si tratta di una congregazione religiosa di diritto pontificio, fondata a Como da San Luigi Guanella, nel 1908, quando i primi membri dell’istituto emisero per la prima volta i voti religiosi perpetui. L’anno decisivo per l’avvio delle sue opere fu, però, il 1886, a Como, con l’apertura della “Casa della Divina Provvidenza”. Coadiuvato dalle Figlie di S. Maria della Provvidenza, don Guanella, dedicò energie e sacrifici alla fondazione della Congregazione maschile. Da qui iniziò ad aprire spazi sempre più grandi alla carità. In seguito dalla città lariana partì per creare nuove opere caritative in varie parti d’Italia e del mondo.

“Ai Vincenziani – dice il vescovo Rodolfo Cetoloni, amministratore apostolico di Grosseto – dico un grazie enorme, a nome anche dei miei predecessori, perché questa Chiesa ha beneficiato del loro carisma e del loro zelo apostolico non solo nella parrocchia del Sacro Cuore, ma anche in altri settori della pastorale diocesana. La scelta compiuta dai Superiori, pur comprensibile a motivo del continuo calo di vocazioni, umanamente ci addolora e ci impoverisce. Tuttavia ringraziamo Dio del bene compiuto attraverso i vincenziani e perché compensa questa perdita con l’arrivo di una nuova comunità religiosa, che accogliamo con entusiasmo, perché di questi tempi è davvero raro che Ordini e Congregazioni accettino la sfida di aprire una nuova presenza. Ai fedeli della parrocchia del Sacro Cuore chiedo paternamente di dare il meglio di loro per facilitare l’inserimento dei nuovi sacerdoti, nella memoria grata ai Padri Vincenziani e nella disponibilità a ciò che i Guanelliani porteranno”.

Saranno tre i religiosi che saranno a servizio della parrocchia di via della Pace. Il parroco sarà don Santino Maisano, originario della Puglia dove attualmente svolge il suo ministero. Con lui don Giovanni Russo, fresco di ordinazione sacerdotale e, da settembre, don Kaspar Maria Paulraj, originario dell’India. Il 29 luglio con la Benedizione del Superiore generale e di alcuni sacerdoti del Seminario Teologico di Roma, don Santino e don Giovanni sono partiti alla volta di Grosseto.

“Arrivano a Grosseto con entusiasmo – conclude il vescovo Rodolfo – vedendo in questa chiamata un segno della Provvidenza, sia per la devozione di san Guanella al Sacro Cuore, sia perché questa parrocchia, grazie ai Vincenziani, ha sviluppato una sensibilità verso il servizio della carità che è anche nello specifico del carisma guanelliano. Auguriamo che l’inizio del servizio, che coincide con l’arrivo del vescovo Giovanni, dia progressivamente slancio ad ogni attività spirituale, pastorale e di presenza vivace nella città”.

“Quella di Grosseto è una delle 10 nuove aperture, che la Congregazione guanelliana, in questo anno giubilare, intende inaugurare nel decimo anniversario della canonizzazione del santo Fondatore – dice il superiore generale don Umberto Brugnoni – Accompagniamo con la nostra preghiera e l’affetto fraterno questo nuovo germoglio guanelliano che viene seminato nella diocesi di Grosseto”.

Commenti