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La Montecatini, gli operai e la lotta di classe: “Il direttore” di Orlandi a Pirite in Corto

GAVORRANO – Sarà una serata speciale quella in programma domani, 31 luglio, alla miniera Ravi Marchi in occasione della seconda serata della rassegna cinematografica “Pirite in corto” in cui sarà proiettato il documentario Il direttore (2020) del regista Maurizio Orlandi.

Maurizio Orlandi film

Orlandi, originario di Gavorrano, vive a Torino, dove lavora come insegnante di lettere nelle scuole medie e come regista di documentari. Ha scritto, nel corso della sua esperienza professionale, racconti e storie di persone che sono, in seguito, diventate sceneggiature di documentari da lui diretti, in Italia e all’estero: sulla Resistenza, sugli anni settanta, sui miniere di pirite della Toscana, sulla malattia e sulla vecchiaia.

Girato tra Gavorrano e Torino, Il direttore (durata 55 minuti), racconta la storia della Farmitalia-Montecatini di Settimo Torinese e di Albo Orlandi, il padre del regista, che di quella fabbrica fu “Il direttore” per tutti gli anni Settanta.
Una storia collettiva e personale, allo stesso tempo, calata in uno dei periodi storici più drammatici del nostro Paese, attraversato da una crisi politica e sociale molto aspra, che è sfociata nel terrorismo e nelle Brigate Rosse.

«Questo film racconta la vita di mio padre come direttore del personale della Montecatini – spiega il regista – , prima a Gavorrano e successivamente a Settimo Torinese dove era stato trasferito nel 1969. Erano periodi difficili perché negli anni ’70, nella sua posizione, significava scontrarsi con dei conflitti sindacali e politici molto aspri, tra le lotte sindacali, i consigli di fabbrica fino al terrorismo delle Brigate Rosse.

«Per molti – afferma Orlandi – mio padre rappresentava la Montecatini e i suoi interessi che spesso erano in conflitto, non solo con la classe operaia, ma anche con il mio stesso pensiero. Fra noi c’è stato un conflitto generazionale molto aspro in quanto io ero impegnato nei movimenti polititici di quel periodo, dai proclami alle manifestazioni di protesta».

Nel film Orlandi racconta la storia della fabbrica attraverso gli occhi di suo padre e ne traccia un quadro sorprendente, lontano dai pregiudizi di “classe” e dipinge invece un uomo, un direttore con la “d” maiuscola che infine si rivela un personaggio perfino sorprendente. Si scopre così una pagina controversa nella storia di Albo Orlandi. Infatti, era stato un antifascista, partigiano combattente nella Resistenza a Firenze. Arrestato e torturato dalla Banda Carità, è riuscito a fuggire dal carcere Le Murate e a raggiungere i partigiani in montagna, dove ha combattuto con la Brigata Garibaldi Fanciullacci fino alla Liberazione della Toscana.

Tra i testimoni citati nel documentario ci sono anche quelli locali tra cui Daniele Fantini, Stefania Alberti, Ugolini Franco, Ivano Gemignani di Gavorrano e Claudio Gambarelli, Otello Passetti, Enzo Meraviglia e Renato Fucili di Sassofortino.

«Portare il film a Gavorrano è molto importante per me – aggiunge il regista -, non solo perché qui ho vissuto la mia infanzia e sono molto legato al territorio, ma perché con la rassegna “Pirite in corto” il paese si apre al cinema internazionale. Per me è un vero orgoglio, ma ammetto che ho anche un po’ di timore. Si sa: nessuno è profeta in patria sua».

Il documentario, che è stato realizzato con il contributo del del Comune di Gavorrano, Nuova Solmine e Venator, ha ricevuto i seguenti premi al Festival Internazionale di Roma Tulipani di Seta Nera, diretto da Mimmo Calopresti (che sarà presente alla serata): Premio assoluto come miglior documentario del Festival Tulipani di Seta Nera; Premio miglior sceneggiatura; Premio migliori musiche; Premio Speciale Anmil ( Per il focus sul mondo del lavoro e della fabbrica).

Prima della proiezione di “Il direttore”, alle ore 20.15, si terrà un incontro con il regista Maurizio Orlandi e il critico cinematografico Stefano “Steve” Della Casa, uno dei maggiori esperti in Italia del nostro cinema di genere. Tra i conduttori di Hollywood Party, la trasmissione radiofonica di cinema su Radio3, è stato direttore del Torino Film Festival e del Roma Fiction Fest. Attualmente è direttore artistico del Ba Film Festival di Busto Arsizio. Come regista ha firmato diversi documentari come Perché sono un genio (2016) su Lorenza Mazzetti, Boia, maschere e segreti – l’horror italiano degli anni sessanta (2019) e Siamo in un film di Alberto Sordi (2020).
Ha scritto volumi numerose monografie sul cinema italiano come quelle su Mario Monicelli, Mario Mattoli, Dario Argento e Dino Risi.

Dopo la proiezione di “Il direttore” si terrà un altro l’incontro con Mimmo Calopresti, regista di film come La seconda volta (1995), con protagonista Nanni Moretti, in concorso al Festival di Cannes.
Tra le altre sue pellicole più importanti vanno ricordate La parola amore esiste (1998), Preferisco il rumore del mare (2001) e La felicità non costa niente (2004).
Ha lavorato all’inizio della sua carriera all’archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico e ha diretto diversi documentari come Volevo solo vivere (2006) sul tema dell’Olocausto e La fabbrica dei tedeschi (2008), sull’incidente alla fabbrica ThyssenKrupp a Torino.

Aspromonte. La terra degli ultimi (2019) di Mimmo Calopresti – Durata: 89’
Nella Calabria degli anni ’50, il paesino di Africo è “un’isola” che non ha alcuna strada percorribile che la colleghi alla modernità del capoluogo. Gli abitanti decidono che quella strada la spianeranno da soli.

Dal romanzo di Pietro Criaco, Mimmo Calopresti dirige un affresco corale ambientato nel passato ma che parla del desiderio di connessione dell’oggi. Film vincitore del Nastro d’Argento, con Marcello Fonte, Valeria Bruni Tedeschi, Sergio Rubini. Musiche di Nicola Piovani.

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