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Chiavetta al sindaco: «Come è andato a finire l’arbitrato Comune e Pesca lagunare»

"Casamenti, fuggirai anche questa volta? Rispondi"

ORBETELLO – “Una notizia per tutti i cittadini di Orbetello, incompleta. Nei giorni scorsi si è concluso il lodo arbitrale tra il Comune di Orbetello e la Orbetello Pesca Lagunare. Il lodo riguarda una questione di soldi, molto denaro che non è entrato e non entrerà nelle casse pubbliche, un credito del Comune di Orbetello, della sua collettività che deriva da un diritto della cittadinanza”, a dirlo è il candidato sindaco del centrosinistra Mario Chiavetta.

“Chiedo al sindaco uscente come è andato a finire questo arbitrato – prosegue -. Non è cosa di poco conto. La reticenza che traspare dal silenzio che avvolge la vicenda conferma uno stile fallimentare nella gestione della cosa pubblica.

Ripeto a Casamenti, come è andata a finire? Come è stata gestita questa complessa partita visto che riguarda tutta la comunità e decine di lavoratori?

Quanto questa vicenda di soldi sta pesando sulle casse comunali? E quanto peserà su tutti i cittadini di Orbetello, come di Albinia, Fonteblanda, Talamone, San Donato o Polverosa?

La tecnica del sindaco uscente su come affrontare certe situazioni è normalmente quella di abdicare al proprio ruolo di governo. Lo ha fatto con molte altre partite complesse. Lo ha fatto con la sanità, dove si presenta raramente alle conferenze dei sindaci che presiede, con la messa in sicurezza dell’Aurelia, sulla cui questione cincischia come sempre, per non parlare della messa in sicurezza idraulica o la gestione della laguna. Casamenti, fuggirai anche questa volta? Rispondi.

Un sindaco deve guidare i processi non subirli. Orbetello prima incideva sulle scelta regionali e nazionali, adesso gioca un ruolo marginale rispetto alle istituzioni e agli enti superiori. Orbetello a livello nazionale aveva un suo peso, adesso è relegato a mero paesello di provincia. I nostri concittadini non si meritano tutto questo. La politica si fa col sacrificio, col sudore, con lo studio e la passione, non su un telefonino e con le emoticon di Facebook”, conclude Chiavetta.

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