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Strage Erasmus, il padre di Elena Maestrini: «In Croazia un incidente simile. Una vergogna che accade ancora»

GAVORRANO – Dopo cinque anni e mezzo dalla tragedia Erasmus in Spagna, un altro gravissimo incidente ricorda la morte di 13 studentesse, tra cui quella della ragazza 21enne di Gavorrano, Elena Maestrini.

Nella giornata di ieri in Croazia, un autobus si è ribaltato lungo l’autostrada che collega la capitale Zagabria al confine con la Serbia, provocando la morte di dieci persone e 45 feriti. L’autista è stato arrestato.

Una notizia che colpisce come una lama la memoria di Gabriele Maestrini, il padre di Elena. «Un’altra volta ci troviamo davanti a una tragedia simile – commenta – in cui l’autista si sarebbe addormentato alla guida del pullman, molto probabilmente a causa delle troppe ore di lavoro e i mancati controlli sulla sicurezza».

Infatti, i genitori delle vittime della strage Erasmus da sempre affermano che «Ormai le nostre figlie non torneranno alla vita, ma non deve succedere mai più niente di simile». Nel 2016, a pochi mesi dalla tragedia avevano anche fondato l’associazione “Genitori Generazione Erasmus. Uniti perché non accada mai più”. Tra gli scopi ci sono infatti la cultura della prevenzione dei rischi, l’assunzione di provvedimenti regolamentari e legislativi idonei a garantire la sicurezza stradale e l’assunzione di provvedimenti normativi che uniformino e adeguino il risarcimento e la copertura assicurativa ai viaggiatori.
Una battaglia sulla sicurezza stradale che da allora accompagna quella legale.

«È una vergogna – dice Gabriele Maestrini -, non solo che è accaduto di nuovo, ma anche che dopo cinque anni e mezzo non sia ancora stato avviato il processo nei confronti di chi ha causato l’incidente in cui sono morte 13 ragazze. È inaccettabile».

«Siamo sempre qui – prosegue -, più o meno fiduciosi, in attesa di una data dell’inizio del processo, ma siamo davvero indignati sia nei confronti della magistratura spagnola sia verso il Governo italiano, che ha fatto, sì, tanti discorsi, ma di fatto le nostre ragazze non hanno ancora avuto giustizia. Vogliamo – sottolinea – finalmente conoscere la verità sull’accaduto».

Il rinvio a giudizio del conducente, Santiago Rodriguez Jimenez, che il 20 marzo 2016 era alla guida del pullman su cui viaggiavano 57 studenti, era stato confermato il 4 settembre 2020, ma non è mai stata comunicata la data della prima udienza.

Per quanto riguarda invece le iniziative dell’Italia, l’ultimo intervento in parlamento risale al mese di marzo del 2021, quando il deputato del Partito democratico, Luca Sani, aveva chiesto di istituire una commissione parlamentare di inchiesta sulla strage.

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