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Il rione che cambia rimanendo se stesso: Tardani e Polvani raccontano Senzuno in un libro fotogallery

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FOLLONICA – Si è svolta nella giornata di ieri, all’ombra dei pini del parco di via Portogallo, la presentazione del libro “Senzuno. Personaggi, aneddoti e storie di un rione che cambia rimanendo se stesso”

Presenti all’iniziativa l’assessore alla cultura Barbara Catalani, gli autori; lo scrittore Silvano Polvani e il fotografo Carlo Tardani, coordinati dalla “memoria storica” del quartiere, Rino Magagnini.

Il progetto di questa particolare pubblicazione ha inizio il 5 ottobre 2020, quando i tre amici Tardani, Polvani e Magagnini decidono di dare il via alla scaletta che definirà i capitoli di una impresa editoriale, un libro sul loro Rione Senzuno, che all’inizio sembrava una semplice idea, quasi impossibile da realizzare ma che ieri, davanti tantissime persone di tutto il quartiere, ha celebrato il suo compimento.

«Come materiale pronto all’inizio c’era soltanto i “Diari minimi senzunesi” – racconta Carlo Tardani -, un progetto fotografico che avevo realizzato come omaggio ai negozianti del rione, che in tempi pandemici avevano assicurato con la loro apertura i bisogni primari dei suoi abitanti. Il resto andava costruito tutto».

«Rino ovviamente portò in dote il suo sconfinato archivio – aggiunge -, Silvano la sua capacità di scrittura e insieme abbiamo aggiunto una memoria piena di narrazioni, aneddoti, ricordi e personaggi che avevano costruito la storia di questo originale quartiere».

Dopo circa dieci mesi tutto il materiale era stato prodotto ed è andato in stampa.

Il risultato sono 225 pagine, 100 fotografie, 36 capitoli: partendo dall’origine del nome, che dallo storico San Pietro si trasformerà poi nel corso degli anni in Senzuno, a cui seguono poi interviste “sul campo” a vecchi e nuovi protagonisti della vita del Rione.
Con lunghe ricerche negli archivi e il coinvolgimento del gruppo Facebook “C’era una volta Senzuno”, gli autori hanno tentano di trasformare in parola scritta tutta quella narrazione che finora si propagandava solo in forma orale e che rischiava di svanire con la scomparsa dei suoi testimoni».

Attraverso la lettura si viene a conoscenza di informazioni inedite, come quella in cui la pineta che circonda il quartiere si chiamava ancora La Polveriera; si va poi alla scoperta delle prime tre case che hanno dato il via all’edificazione dell’area ancora oggi identificabili, oppure l’origine delle baracche sul mare e del perché molti dei suoi abitanti provengono dalla cittadina del ferrarese di Goro e che nel corso del tempo hanno dato vita ad un interessante processo di integrazione.

Ci sono poi le storie, gli aneddoti, le battute che ancora vengono ricordate per la loro simpatia oltre ad un copioso elenco di ben 140 soprannomi, una particolarità che ancora resiste al punto di non evidenziare più le persone con proprio nome ma con quello che il quartiere gli ha assegnato.

«È un libro, però, – sottolinea Tardani – che non vuole celarsi dietro un triste amarcord, del tipo “si stava meglio quando si stava peggio”, ma che tenta di raccontare le trasformazioni in atto e la capacità del rione di accompagnare il processo di trasformazione del presente».

Infatti, il libro si chiude con un’intervista all’attuale sindaco della città, Andrea Benini, che descrive i progetti in corso, già presentati, in un processo di partecipazione attiva che nel giro di pochi anni trasformeranno il quartiere rendendolo sempre più vivibile e a misura d’uomo.

«Per evitare che il libro diventasse un tomo illeggibile – spiega ancora il fotografo Carlo Tardani -, e con costi fuori mercato, abbiamo dovuto fare anche un enorme lavoro di cesura e sicuramente molti dei lettori noteranno la mancanza di storie come quella sul carnevale che ha sempre visto Senzuno come uno dei suoi migliori protagonisti, oppure come la narrazione degli storici locali del divertimento che partendo dal Florian, si è passati poi al famoso Gatto Grigio per poi approdare allo storico Gigliola la cui fama superò gli angusti confini cittadini».

«L’impegno – conclude – è quello di non rendere unica questa prima edizione ma di continuare con altre pubblicazioni fino a che la parola fine sia apposta solo quando tutta la narrazione sarà esaurita».

Si può acquistare il libro nella cartoleria di via Salceta.

(La fotogallery è a cura di Giorgio Paggetti)

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