Quantcast

Pd: «Allontanamento Canepuzzi avrà conseguenze gravi. Maggioranza si sgretola, tra lotte intestine»

Più informazioni su

SCARLINO – «Il grave atto che la sindaca leghista Francesca Travison cerca di far passare con uno scarno comunicato è in realtà un terremoto vero e proprio che colpisce il Comune di Scarlino». Il Partito democratico entra a gamba tesa sulla vicenda che riguarda l’assessore di Scarlino Letizia Canepuzzi.

«L’allontanamento dell’ormai ex assessora al Bilancio ed all’Agricoltura Letizia Canepuzzi, avvenuto in modo triviale ed irrispettoso della persona, è un atto politico che determina conseguenze estremamente importanti. L’ex assessora, infatti, riveste anche il ruolo di consigliere comunale ed adesso si presume che ella passerà all’opposizione di questa amministrazione, come peraltro già fatto sin dall’inizio del mandato dal consigliere Paolo Raspanti di Fratelli d’Italia».

«Le mura di questa coalizione continuano a sgretolarsi a seguito dei colpi assestati da lotte intestine meramente politiche che nulla hanno a che vedere con l’interesse della collettività scarlinese – prosegue l’opposizione -: la sindaca si ritrova adesso con una maggioranza consiliare estremamente risicata e chissà che altri non abbandonino la nave in difficoltà…»

«Come mai la sindaca non condivide più la visione di sviluppo di Scarlino dell’ex assessora? Quali sono i fatti che hanno portato a questa rottura tra le due visto anche che in questi due anni la Canepuzzi si è sempre dimostrata fido scudiero della sindaca? Appare davvero strano ed irrituale che dopo l’approvazione del bilancio di previsione da parte di tutti i consiglieri di maggioranza, avvenuto soltanto pochi giorni fa, adesso si parli di visioni diverse a tal punto da prendere una decisione così drastica».

«Forse Letizia Canepuzzi era troppo moderata per gli standard ed il “modus operandi” della Lega che governa il Comune di Scarlino? Chiediamo quindi alla sindaca ed a quello che rimane della maggioranza di chiarire veramente quello che è successo nel pieno rispetto della comunità che amministrano prendendo atto del loro fallimento e rassegnando le dimissioni».

Più informazioni su

Commenti