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Polemica boxe in piazza, gli organizzatori: «La Curia era stata informata»

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GROSSETO – «In riferimento all’evento pugilistico da noi organizzato a Grosseto in piazza Duomo lo scorso 16 luglio 2021 e i relativi commenti pubblicati su social e organi di stampa, da parte della Curia Vescovile di Grosseto e di altre personalità politiche grossetane, il grande stupore mi genera una reazione a metà strada tra tristezza ed ilarità».

È questo il commento di Rosanna Conti Cavini, l’organizzatrice dell’evento sportivo che ha suscitato alcune polemiche sia da parte di esponenti politici che dalla Diocesi per l’uso delle gradinate del duomo dagli spettatori.

«Il nostro intento – spiega – era di offrire un semplice spettacolo a tutti i cittadini. E crediamo di esserci riusciti. Lo spettacolo (gratuito), organizzato in partnership con il Comune di Grosseto, ha, dal canto suo, riscosso un grandissimo successo, sia in loco che a livello nazionale, risultando (come previsto) un evento storico e di aggregazione per la città nonché un vero e proprio spot mediatico per la stessa incluso il duomo. Lo stesso telecronista televisivo, durante il collegamento, ha rigogliosamente decantato i valori artistici del duomo».

«Da sempre – prosegue – innumerevoli eventi sportivi, e non, sono stati organizzati in tutta Italia nelle piazze di fronte, di fianco od addirittura all’interno di strutture architettoniche. Le critiche e le polemiche espresse, oltre che da una semplice non conoscenza, sembrano essere alimentate da differenti interessi e giustificati da futili ed inesistenti motivazioni. Nel contempo vorrei far sapere che da parte nostra, seppur non ne fossimo obbligati, avevamo già da tempo comunicato alla Curia, sia telefonicamente che per email, dell’evento che avremmo organizzato e non abbiamo ricevuto alcuna risposta o richieste particolari».

«La scalinata del Duomo – precisa -, come gran parte degli spazi adiacenti, è stata semplicemente utilizzata dai grossetani per sostare e assistere allo spettacolo come normalmente fanno anche i partecipanti a funzioni religiose o turisti in momenti di affaticamento».

«La civiltà di una comunità – conclude Rosanna Conti Cavini – non si misura con la ripresa televisiva di un duomo (che tra l’altro non fungeva da sfondo in quanto le telecamere principali era direzionate verso un maxischermo di fronte al Comune) o con il sostare di cittadini sulle scale di fronte lo stesso, ma con il modo in cui questi partecipano a tali eventi. Ed i grossetani lo hanno dimostrato. Come grossetana e fervida praticante cattolica, ho solamente piacere che tutti possano ammirare il nostro duomo e tutta la nostra città».

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