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Amore: «5 anni dannosi per la città, adesso si punti a bene comune e sostenibilità»

GROSSETO – “E’ drammaticamente evidente che gli ultimi cinque anni di governo di questa città siano stati particolarmente dannosi per Grosseto, sia in termini di sostenibilità ambientale, sociale e di sicurezza, che in termini di qualità di vita restituita al cittadino”, a dirlo è la consigliera del Movimento 5 stelle Francesca Amore.

“Errori che obbligatoriamente andranno in futuro corretti ma che, a maggior ragione, dovevano essere assolutamente evitati – prosegue – vista l’ampia e diffusa letteratura a disposizione degli amministratori relativa alle buone pratiche per lo sviluppo urbano legato ad una rinnovata cultura sulla sostenibilità e sulla resilienza delle nostre città.

Abbiamo osservato inermi alla copiosa approvazione di nuovi quartieri a margine della città che nasceranno senza una reale esigenza abitativa e soprattutto senza la minima considerazione sul valore dei luoghi: basta il piccolo fazzoletto di terra privato per garantire le “aspettative” di un mercato che, per volontà o ignoranza, non è stato per nulla indirizzato, educato e gestito secondo il principio del bene comune.

Dove sta l’errore? Se questa Grosseto è particolarmente legata ad un modello conservativo di sviluppo oramai definito fallimentare, tante altre città contemporaneamente si stanno organizzando secondo il concetto dell’abitare in prossimità.

La necessità di una città policentrica quindi, che supera la dicotomia “centro-periferia”, si sviluppa in ambiti perfettamente autonomi e sostenibili, nei servizi, nelle relazioni sociali e nelle occasioni culturali. Queste aree, queste piccole città nella città, sono la risposta più efficace nel perseguire oggi gli obiettivi 2030/2050 che l’Europa ha perfettamente definito nei suoi programmi.

Evidenti sono i benefici. Oltre a quello sociale, essenziale per la nostra sopravvivenza, rileviamo benefici in termini economici (avvio e sostegno di nuove piccole attività), sui trasporti (meno auto, meno inquinamento più sicurezza), sulla sicurezza (territorio presidiato naturalmente) e benefici in termini di bellezza e lotta al degrado (senso di appartenenza e maggior coesione).

La città 15 minuti, nata a Parigi da una intuizione del direttore scientifico della Sorbona, prevede che tutti i servizi per il cittadino debbano essere raggiungibili in massimo 15 minuti a piedi o in bicicletta, da chiunque abiti in quell’area.

Progetto 15 minuti

Contrariamente, a Grosseto, si è puntato allo sviluppo di una serie di opere finalizzate ad incentivare il trasporto su gomma direzionandolo strategicamente verso i molteplici centri commerciali sparsi sul territorio.

Noi abbiamo come opposizione combattuto per 5 anni contro il progetto di inviluppo per la città proposto da questa amministrazione, che invece adesso punta strategicamente alla conversione “ambientalista” o “ecologista” del suo primo cittadino, esclusivamente per finalità elettorali.

Siamo convinti che Leonardo Culicchi possa invece sostenere un vero progetto di profonda cultura urbana, secondo il principio del bene comune e dello sviluppo sostenibile finalizzato al raggiungimento degli obiettivi 2030″, conclude Amore.

 

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