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Le insegnanti in pensione regalano alla città una libreria di strada: “Lascia un libro, prendi un libro”

FOLLONICA – L’Ilva ha una nuova libreria di strada, la prima a Follonica, donata questa mattina dalle tre insegnanti dell’istituto Arrigo Bugiani che hanno raggiunto la pensione. La casetta di legno che contiene i libri per il book crossing, ovvero lo sportello dove possono essere liberamente presi in prestito o lasciati i volumi, è il regalo di fine anno fatto dalle professoresse Eleonora Corsi, Sabrina GaglianoneLaura Ticciati.

La piccola libreria, realizzata da un falegname locale, per volontà delle insegnanti resterà all’interno dell’Ilva. All’inaugurazione, che si è tenuta questa mattina nel prato di fronte alla scuola Bugiani, hanno partecipato l’assessora alle politiche culturali, educative e giovanili Barbara Catalani, la dirigente dell’istituti comprensivo Leopoldo II di Lorena Paola Brunello, le alunne, gli alunni e molti genitori.

«Quando ci è stato presentato il progetto abbiamo subito sposato con entusiasmo l’idea – spiega l’assessora Catalani – l’idea della libreria di strada, infatti, si inserisce perfettamente nel percorso che abbiamo intrapreso come Amministrazione sulla cittadinanza attiva. Recentemente abbiamo lavorato al regolamento dei Beni Comuni, ovvero quei beni pubblici sui quali i cittadini possono volontariamente intervenire per portare un beneficio a tutta la comunità. Questa donazione guarda proprio in questa direzione e non possiamo che apprezzare progetti che contribuiscono alla creazione di una cittadinanza attiva e allo stesso tempo rappresentano un incentivo alla lettura».

«Le piccole libreria di strada stanno spuntando come funghi ovunque e abbiamo voluto portare questa novità anche a Follonica – hanno spiegato le professoresse Corsi, Gaglianone e Ticciati – si tratta di luoghi sacri che contengono libri. Siamo felici di fare questo regalo alle ragazze, ai ragazzi e a tutta la città, perché come insegnanti abbiamo sempre insistito tanto affinché venissero letti i libri. Proprio per questo abbiamo scritto sulla casetta: “un bimbo che legge è un adulto che pensa”. Venti anni fa con un gruppo di insegnanti di lettere, e grazie all’aiuto della direttrice della biblioteca, abbiamo realizzato diversi progetti legati alla lettura, alcuni dei quali ancora oggi sono attivi. Oggi terminiamo il nostro percorso con un oggetto che si lega a quel percorso e lo facciamo lasciandolo in un luogo dell’anima: la nostra Ilva. Siamo certe che i ragazzi avranno cura di questo oggetto e che sapranno farne tesoro».

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