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Giovani, Pizzuti: «A Grosseto per ripartire servono innovazione e formazione»

GROSSETO – “Le classifiche de Il Sole 24 Ore offrono spesso un’interessante visione di Grosseto e consentono spunti di riflessione. Lo spazio di commento ai recenti dati sulla qualità della vita dei ragazzi stimola alcune considerazioni a margine”, dice il candidato sindaco del Polo liberale e riformista Valerio Pizzuti.

“Gli unici indicatori apprezzabili evidenziati nell’indagine sono il tempo libero e la bassa emigrazione giovanile – prosegue -. I giovani, insomma, sono apparentemente “serenamente statici”.

La famiglia, l’ambiente sociale, l’habitat confortevole creano una rete di protezione che toglie loro la voglia di misurarsi con altre realtà e rischia di relegarli nella rassegnazione e nell’inerzia. Ci si contenta!

Incrociando questi dati con la situazione economica generale della nostra provincia, il quadro che emerge è di una mentalità che non vuole misurarsi con il rischio e l’innovazione o che perlomeno, in molti casi, neppure ci prova.

I giovani che restano sono certamente un patrimonio affettivo insostituibile, ma non possiamo pensare che la loro prospettiva di rimanere sia solo quella di andare a ingrossare le file di pizzerie, bar, piccoli commerci o un artigianato di servizi.

Io ritengo che la rete sociale che oggi li protegge dovrebbe invece essere di stimolo a confrontarsi con il rischio, con l’innovazione, uniche doti e capacità di sollevare nel tempo il nostro precario stato dell’economia tendenzialmente depressa e irrobustire il loro, a volte troppo fragile, senso di autostima.

Condivido quanto fa capire lo psicoterapeuta Umberto Paioletti quando afferma che l’aiuto che viene dato loro sia dalla comunità che dalla rete sociale non può sostituire o coprire il senso di responsabilità che ogni giovane deve avere per sé e di riflesso per gli altri.

Ragionando appare ben chiaro come tutto abbia origine da un problema di formazione e che sia questa la leva su cui agire per chi come me si offre al governo della città.

Senza affrontare questi snodi la parola ripartenza per Grosseto avrà meno senso”, conclude.

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