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Due bombe di guerra esplodono nel mare della riserva naturale fotogallery

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MONTECRISTO – È stato il reparto Carabinieri biodiversità di Follonica, che gestisce la Riserva naturale di Montecristo, a chiedere l’intervento dei palombari del Gruppo operativo subacquei (GOS) del Comando subacquei ed incursori della Marina militare (Comsubin) per neutralizzare una mina navale di tipo ormeggiato “a contatto”, risalente al secondo conflitto mondiale.

Ordigno nelle acque di Montecristo

La scoperta era stata fatta da parte di biologi subacquei impegnati in operazioni di campionamento delle acque per analisi sulle microplastiche presenti.

La segnalazione che riguardava una semisfera quasi totalmente insabbiata, adagiata su un fondale di 7 metri a poca distanza dalla costa dell’isola, ha subito messo in allarme i militari dell’Arma che hanno prontamente provveduto al riconoscimento, riconducendolo ad un probabile ordigno navale e avviando di conseguenza le procedure del caso.

Durante le operazioni di bonifica del primo ordigno, i palombari della Marina militare hanno localizzato una seconda mina navale a poca distanza dalla prima.

Hanno quindi proceduto, con il supporto logistico di mezzi navali dell’Arma e il concorso per le specifiche competenze nel settore della tutela ambientale del reparto Carabinieri biodiversità di Follonica, alla rimozione degli ordigni dal fondo e successivamente li hanno trasportati nella zona di sicurezza, individuata dalla Autorità marittima, dove, secondo le consolidate procedure in uso al Gruppo operativo subacquei mirate a preservare l’ecosistema marino, si è proceduto alle azioni di disinnesco e neutralizzazione.

«E’ bene ricordare a chiunque dovesse trovare oggetti che per forme e dimensioni possano richiamare un ordigno esplosivo o parti di esso, che questi manufatti possono essere molto pericolosi e pertanto non devono essere toccati o manomessi in alcun modo, denunciando immediatamente il ritrovamento alla locale Capitaneria di porto o alla più vicina stazione dei Carabinieri, così da consentire l’intervento del personale preposto al ripristino delle condizioni di sicurezza dei nostri mari, laghi e fiumi» concludono dalla Marina.

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