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Edilizia, Bramerini: «Rincaro delle materie prime, serve l’intervento del Governo»

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GROSSETO – «A rendere ancora più difficile una situazione economica critica arrivano anche gli aumenti dei costi delle materie prime che arrivano a registrare persino il più 50 per cento. Serve una presa di posizione da parte del Governo con l’introduzione di un sistema di compensazioni in corso d’opera o il meccanismo del conguaglio a favore delle imprese danneggiate».

A dichiararlo è Anna Rita Bramerini, direttore di Cna Grosseto che commenta l’aumento, esorbitante per alcuni settori, del costo delle materie prime.

«Già dalla primavera scorsa – aggiunge Bramerini – la nostra associazione ha lanciato l’allarme perché l’aumento vertiginoso dei prezzi delle materie prime, soprattutto nel settore delle costruzioni sta mettendo in gravissima difficoltà le nostre imprese oltre a comportare la perdita di commissioni e incarichi da privati, rischia di bloccare il sistema dei lavori pubblici. Inoltre, può rendere vani i ritorni sperati dal Governo con l’introduzione del sistema dei bonus, dal superbonus alle facilitazioni minori, perché a fronte di tanti soggetti interessati ad effettuare interventi, si deve fare i conti con il costo dei beni necessari alla loro realizzazione».

Incrementi, per alcuni beni, davvero spropositati, come ha messo in luce un’indagine effettuata dal centro studio di Cna nazionale comparando i prezzi dei primi cinque mesi dell’anno con quelli del 2019, nel periodo prima della pandemia. Si va dall’aumento dell’11% per la ceramica a quello del 50% del ferro, passando per un incremento del 45% per i laminati, del 39% per il legno di abete, al 37,1% dell’acciaio inox del rame, del 30% per il polipropilene e dell’alluminio, del 22% per il pvc e del 17% dei componenti elettrici.

A questo si somma, secondo gli artigiani di Cna che hanno partecipato all’indagine, anche il ritardo nella consegna dei materiali richiesti: «I tempi di consegna registrati vanno da un minimo di 25 a un massimo di 40 giorni per i componenti elettrici, passando per i 31 giorni dei laminati e reti metalliche e i 33 giorni di poliuretano e polipropilene – continua Bramerini -. Si tratta di tempistiche che chiaramente ritardano l’avvio e il corretto svolgimento dei lavori».

La questione del prezzo delle materie prime non scoraggia solo i privati dall’avviare lavori, ma potrebbe determinare anche un blocco per quanto riguarda gli appalti pubblici.

«Molti lavori affidati ma ancora non partiti tenevano conto dei prezzari in vigore all’epoca della presentazione del progetto – aggiunge Bramerini – e non è previsto dal Codice degli appalti la possibilità di rivedere i contratti per l’adeguamento dei prezzi di mercato delle materie prime. È evidente che in questo modo molte imprese potrebbero trovarsi in difficoltà a portare avanti il progetto approvato ai costi indicati, rischiando così di determinare una vera paralisi nel sistema, che va contro le azioni intraprese per dare un nuovo impulso al settore. Ci auguriamo che il Governo, al lavoro proprio in questi giorni per la stesura di un nuovo decreto, si faccia carico del problema ed individui soluzioni che possano permettere alle imprese di lavorare con serenità e ai cittadini di godere effettivamente del sistema di bonus e opportunità attualmente in essere».

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