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Oliveti intensivi, Ulmi: «Bene la risposta di Saccardi, ma va trovato l’equilibrio tra le colture»

GROSSETO – «Sono soddisfatto, ma allo stesso tempo preoccupato dalle parole dell’assessore Saccardi sulla questione degli oliveti super intensivi».

Così il consigliere regionale Andrea Ulmi (Lega) dopo aver ricevuto in consiglio regionale la risposta dell’assessore Saccardi, letta in aula dall’assessore Ciuoffo, all’interrogazione in cui chiedeva se la giunta intenda farsi portavoce presso il Ministero per le politiche agricole affinché venga prevista una forma di tutela dell’olio toscano ottenuto da un sistema di produzione tradizionale e se e come intenda intervenire attraverso il ‘Piano di indirizzo territoriale con valenza di piano paesaggistico – Pit’, nel prevedere forme di tutela del paesaggio toscano a fronte di un impatto che questo tipo di coltivazione può avere.

«Noi non siamo per condannare l’olivicoltura intensiva – afferma Ulmi- , anzi la vediamo come un mezzo per rendere l’Italia autonoma dall’importazione di olio, in modo principale dalla Spagna e dall’Africa, così come condividiamo la necessità delle opportunità, specie lavorative, che questo tipo di coltivazione può generare. Allo stesso tempo però riteniamo importante tutelare la tipicità del prodotto che caratterizza la Toscana nel mondo, ma anche il paesaggio da cartolina che spesso è il biglietto da visita del nostro territorio».

Da qui la considerazione sulle parole dell’assessore Saccardi.
«Sono soddisfatto perché ci ha dato una risposta sulla tipicità del prodotto confermando di essersi attivata con il Ministero per la sua tutela -sostiene Ulmi – ma anche sul fatto che la Regione non intende sostenere quelle aziende che producono olio con oliveti intensivi con cultivar provenienti dalla Spagna, dunque non autoctone. Allo stesso tempo, però, preoccupa che la stessa Saccardi ammetta come tante aziende stiano producendo con olive non autoctone seppur non rientrino nel disciplinare dell’Igp e della Dop, utilizzando una tipologia di frutto straniero. Dopo questa risposta siamo dunque ancora più convinti che la tipicità debba essere tutelata, al pari di quanto l’innovazione e gli interventi in ambito intensivo debbano, se ben regolamentati, essere visti come un’opportunità».

Per quanto concerne l’aspetto ambientale la risposta letta da Ciuoffo, ma relativa alle competenze dell’assessore Baccelli, è stata meno puntuale e per questo viene chiesto un impegno che faccia convivere le necessità dei produttori e quella della tutela del paesaggio.
«Nell’iconografia generale – afferma Ulmi – la Toscana ha una visione che sta tra il romanticismo e la leggenda e ci risulta difficile pensare di sostituire gli oliveti tradizionali con filari simili a vigneti. Siamo però pronti a collaborare per trovare un equilibrio che tra le colture tradizionali e quelle intensive».

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