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Trafficavano cani dall’estero: undici denunce. Scoperte anche truffe alle assicurazionni

GROSSETO – “Oggi arriva un altro grande risultato ottenuto anche grazie al lavoro della Polizia municipale di Grosseto che in questi anni ha fatto un grande salto di qualità in termini di organizzazione, formazione, tecnologia, così come nei rapporti con le altre Istituzioni che si occupano di sicurezza – dicono il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l’assessore con delega Fausto Turbanti -. In questo caso l’operazione è servita a combattere truffe ai danni della nostra comunità, ai danni di un’intera categoria economica, mettendo fine anche al traffico illegale di animali”.

A seguito di una capillare attività di indagine, a cui hanno partecipato, in perfetta sinergia, la Polizia Stradale, la Polizia Municipale ed i Carabinieri Forestali, sono state denunciate all’autorità Giudiziaria undici persone, alcune delle quali si erano associate per commettere una serie di “reati scopo” come la truffa alle assicurazioni, il traffico illegale di animali da compagnia, le frodi in commercio.

L’indagine, iniziata nel settembre del 2019, si è sviluppata grazie all’ausilio di intercettazioni telefoniche ed ambientali che hanno permesso di monitorare i soggetti, sia quando formavano in tutto o in parte sinistri con feriti falsi, al fine di riscuotere “inesistenti danni fisici”, sia quando si spostavano su tutto il territorio nazionale per la vendita di cuccioli di cane illecitamente acquistati all’estero.

Veniva altresì rilevato che il contatto estero, un soggetto ungherese di 34 anni, già conosciuto alle Forze dell’Ordine Italiane per reati simili, poteva contare su una pluralità di razze di cani che venivano, a volte, pubblicizzate su riviste di settore, al fine di reperire i soldi, a mezzo anticipi fatti da ignari compratori che, nella maggior parte dei casi, non si vedevano più recapitare i cuccioli, perdendo il denaro già anticipato.

Tutte le compagnie assicurative interessate hanno sporto querela contro i soggetti coinvolti nei falsi sinistri liquidati con migliaia di euro.

Le successive perquisizioni hanno cristallizzato il già nutrito quadro probatorio, portando al sequestro di una notevole quantità di appunti, cartelle di sinistri, modelli Cai e supporti informatici ove sono stati rinvenuti atti e certificazioni, a volte anche artefatte, utilizzate dal sodalizio per perpetrare le truffe.

Le rispettive squadre di Polizia Giudiziaria della Polizia Stradale e della Polizia Municipale hanno, per specifiche competenze, analizzato tutto il materiale in sequestro che riguardava i sinistri stradali ed i falsi certificati medici; durante tale attività è stata scoperta anche un’associazione dilettantistica, formata “ad hoc” da tre dei destinatari del provvedimento, denominata VIGOR SALUS, che di fatto serviva per produrre documentazione fiscale su inesistenti prestazioni fisioterapiche che venivano inviate alle compagnie assicurative, per aumentare la liquidazione del “danno “ subito.

I Carabinieri Forestali del N.I.P.A.A.F. di Grosseto hanno approfondito il filone riguardante il traffico illecito di animali da compagnia, le frodi in commercio e le truffe aventi ad oggetto i cuccioli di cane. Nello specifico l’attività condotta non solo sul territorio della provincia di Grosseto, ma anche su altre province della Regione Toscana ed extra-regione, che si è focalizzata sull’escussione di persone informate sui fatti e coinvolte nelle truffe, e sulla raccolta di numerose denunce da parte delle vittime delle truffe aventi ad oggetto i cuccioli di cane, ha permesso di consolidare l’ipotesi di una associazione per delinquere ben delineata. Il modus operandi dell’associazione era quello di introdurre sul territorio nazionale, al fine di commercializzazione, cuccioli di cane di varie razze, privi di sistemi per l’identificazione individuale e delle certificazioni sanitarie e, contestualmente, provvedere a pubblicizzare i cuccioli di cane illegalmente introdotti mediante annunci di vendita sui siti internet, riportando false indicazioni sulla provenienza del cane, sull’allevamento e sulle garanzie sanitarie, traendo così in inganno ignari acquirenti, ai quali venivano consegnati cani reperiti all’estero aventi provenienza, caratteristiche e qualità diverse da quelle concordate ed attestate falsamente nei libretti sanitari consegnati alle vittime, nei quali venivano riportati timbri e fustelle palesemente contraffatte. Ai più sfortunati venivano promessi cuccioli di cane mai posseduti, dietro il pagamento di un anticipo attraverso utilizzo di postepay e conti postali. Le condotte delittuose, per quello che è stato fino ad ora accertato, sono iniziate nel 2016 e sono proseguite fino all’aprile del 2020.

I riscontri sulla genuinità dei libretti sanitari e delle fustelle sono stati effettuati con nomina di apposito ausiliario di polizia giudiziaria.

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