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Focolaio di Arcidosso, Marini: «Esclusa la sede unica per i positivi»

GROSSETO – Rimane alta l’attenzione verso il focolaio Covid che si è sviluppato nelle settimane scorse e che ha colpito prevalentemente la comunità del Bangladesh ad Arcidosso. Mercoledì scorso si è tenuto in Prefettura un ulteriore incontro a cui hanno preso parte anche la Questura, i comandi provinciali della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, la Asl, il Coeso e ovviamente l’Amministrazione Comunale.

Tra le varie ipotesi vagliate per contenere l’ulteriore diffusione del virus, è stata affrontata la possibilità di trasferire i contagiati, attualmente confinati presso i rispettivi domicili, in una struttura residenziale collettiva. L’Amministrazione comunale ed il Coeso avevano già individuato una struttura idonea a tale scopo ma nel vagliare attentamente tutte le variabili del caso si è preso atto che al momento, stando anche ai dati sui contagi degli ultimi giorni che sono in costante diminuzione, il trasferimento non sia la soluzione migliore e più razionale. I motivi li riassume il Sindaco Jacopo Marini: “Innanzitutto dobbiamo prendere atto che tale provvedimento non sarebbe di natura coercitiva verso le persone attualmente positive, pertanto il trasferimento avverrebbe su base volontaria con il rischio fondato di una adesione limitata e parziale. L’altro importante aspetto riguarda i tempi dell’operazione, infatti trasferire decine di positivi dalle proprie abitazioni verso una struttura collettiva non è di facile gestione e non lo si fa in due giorni. Il rischio reale è che si metta in moto una macchina organizzativa molto complessa per spostare persone che tra qualche giorno si potrebbero probabilmente negativizzare: infatti dopo 21 giorni dal primo tampone positivo, in presenza di casi asintomatici, la ASL pone termine alla quarantena”.

“Inoltre – prosegue Marini – per la ASL, allo stato dei fatti, la gestione del focolaio è sotto controllo e non presenta particolari problematiche anche a fronte di una dislocazione delle persone contagiate che riguarda una ventina di abitazioni. I dati ci dimostrano che il focolaio è sotto controllo e che le quarantene vengono rispettate, non abbiamo registrato un’impennata di nuovi casi anche a seguito dello screening di sabato scorso, che ha coinvolto oltre 80 persone”.

“Per quanto riguarda l’assistenza domiciliare ai contagiati stiamo provvedendo a fornire il necessario supporto, come il vitto ed altri generi di prima necessità oltre alle medicine presso tutte le abitazioni in maniera puntuale. Servizio questo che fino ad oggi era stato svolto, encomiabilmente, dall’associazione La Vettoraia” sostiene il direttore del Coeso Fabrizio Boldrini “Questo consentirà di eliminare alla fonte le necessità di uscita per i contagiati e/o dei loro conviventi. Infine, le forze dell’ordine hanno garantito l’intensificarsi dei controlli sul rispetto delle quarantene non solo presso il domicilio o sui pulmini ma anche e soprattutto nei luoghi pubblici ed esercizi commerciali maggiormente frequentati dalla popolazione”.

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