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Chiavetta: «Tra promesse e opere che partono d’estate. La cronaca di un disastro»

ORBETELLO – «Le elezioni sono un momento straordinario della democrazia. Sono moderne, utili, vere, libere se hai qualcosa da dire o da mostrare. Se, invece, non hai nulla in mano, costringono al promessificio vuoto. Tutto bene, in libertà è ammissibile anche tentare di vendere ciò che non hai fatto e spacciarlo per ciò che vorresti fare, ma le elezioni in un posto piccolo come Orbetello sono il momento “verità” è la verifica di credibilità di chi promette» a dirlo Mario Chiavetta, candidato sindaco a Orbetello.

«10 giugno, uno degli assi economici di Orbetello è il turismo. Dovremo spiegare ai villeggianti che questo è l’anno delle elezioni e che, purtroppo, la data del voto è a ottobre, quindi i lavori si faranno tra giugno, luglio e agosto. Dovremmo spiegare che il Comune ha avviato i lavori nei giardini a ridosso dell’estate, che è iniziato solo ora il ripascimento della spiaggia nella fascia Osa-Albegna e Giannella mentre (per fare un esempio, solo uno) a Castiglione della Pescaia sono finiti. Solo ora Casamenti annuncia i lavori per la realizzazione della pista ciclabile sempre di Giannella, Infine solo grazie al Rotary (al Rotary non al Comune), sono state messe a dimora delle belle palme. Ritardi? Distrazioni? Dobbiamo dire: almeno questi lavori si fanno! Ben altri impegni sono stati disattesi come, ad esempio, la piscina comunale i cui progetti sono ormai conservati, forse, nell’archivio della biblioteca comunale» prosegue Chiavetta.

«Ci vuole rispetto per i cittadini e per i luoghi. Noi siamo per le cose semplici. Facciamo un patto, ora, prima delle elezioni. Se sarò eletto proporrò al Consiglio Comunale un Piano triennale delle opere pubbliche con un preciso cronoprogramma dei lavori e lo affiancherò con un programma delle manutenzioni ordinarie. Diremo cosa si potrà fare e cosa no e detteremo i tempi di realizzazione, con trasparenza, come con trasparenza ci porremo periodicamente a verifica dei cittadini. Il rispetto ci consentirà di guardare in faccia le persone senza nascondersi dietro uno schermo come fa l’attuale sindaco pro tempore. La nostra comunità non è Facebook, ma gli orbetellani» conclude.

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