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Focolaio ad Arcidosso, Amati: «Prevedibile ed ipotizzabile»

ARCIDOSSO – “I focolai di Covid che si stanno sviluppando ad Arcidosso e dintorni, e che hanno colpito i lavoratori agricoli impiegati nei vigneti e oliveti dell’Amiata, purtroppo erano ampiamente prevedibili e ipotizzabili”, afferma Guendalina Amati, responsabile Fratelli d’Italia-Amiata.

“E’ dall’inizio della pandemia – prosegue Amati – che noi di Fratelli d’Italia avevamo, sia sulla stampa che in consiglio comunale, in più di una occasione denunciato ed evidenziato la criticità di questa situazione riguardante i braccianti agricoli. Braccianti che spesso vivono in appartamenti e abitazioni sovraffollati, recandosi sui posti di lavoro con piccoli mezzi (pulmini) che stazionano stabilmente sul territorio arcidossino.

Solo fortuna se fino ad oggi non si erano verificati casi simili. viste le precarie condizioni igienico sanitarie in cui vivono queste persone.

Adesso, vista l’attuale situazione, Arcidosso rischia la zona rossa, con un danno enorme che non sarà solo ascrivibile all’aspetto sanitario, ma anche economico: proprio adesso che erano state riaperte le attività commerciali, turistiche e sportive.

Bene gli screening di massa promossi dall’amministrazione comunale, nella speranza che davvero tutti i lavoratori si siano sottoposti ai test,  ma dobbiamo anche rilevare che se fossero stati fatti dei controlli capillari e preventivi nelle abitazioni, se fossero state controllate le cessioni di abitazioni, e se fosse stato richiesto prima l’intervento dell’organo prefettizio, con il Comitato Ordine e Sicurezza, se avessero ascoltato invece di accusare gli esponenti di Fratelli d’Italia, probabilmente adesso la situazione sarebbe più facilmente circoscrivibile e sotto controllo.

Se l’intervento del Comitato Ordine e Sicurezza avverrà, come noi tra l’altro auspichiamo e come avevamo già illustrato al primo cittadino di Arcidosso, sicuramente adesso, a focolai scoppiati, l’azione non sarà di facile gestione. Il prefetto deciderà il modo d’intervento quasi sicuramente con l’ausilio di un gruppo interforze, introducendo enti diversi e numerose forze umane. Dovrà essere fatto un lavoro a tappeto sul territorio, che non si limiti ovviamente ad Arcidosso ma comprenda anche i comuni limitrofi.

Adesso più che mai si dovrà cercare di essere vigili su ciò che accade, si dovranno effettuare i monitoraggi perché siamo in una situazione emergenziale. Infine – conclude Guendalina Amati -, passata l’emergenza sanitaria, Fratelli d’Italia tornerà con forza a chiedere di scoprire finalmente quali siano le dinamiche dello sfruttamento dei braccianti agricoli, sfruttamento che si traduce in riduzione in schiavitù di esseri umani. Perché questa è l’altra parte della medaglia, quella più nascosta e meno visibile ma non meno dirimente ed importante”.

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