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Ve lo racconto io Castiglione: ricordi di paese e di mare. Le battaglie di sassi alle Fontanelle

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA – Dove ora c’è il bar Ciro c’era un podere con stalla e mucche da latte che segnava, per così dire, la fine del paese, anche se in realtà non era esattamente così, e proprio in quel luogo una fontanella di acqua potabile si credeva desse il nome a quella parte di Castiglioni/e anche se in realtà il nome derivava dallo sgorgare sotterraneo di acqua proveniente dal Poggio alle trincee.

Dalle Fontanelle ci si poteva inerpicare attraverso una pista di terra battuta verso la porta di fronte al cimitero che segnava l’ingresso nel Ghetto. Adiacente alle mura e alla canonica il vecchio camposanto detto “il campetto” dove si svolgevano epiche sassaiole tra ghettaioli e gli altri e più tardi furibonde partite di calcio e dove ogni tanto affioravano ossa di chissà quale periodo… Negli anni 70 è stato anche palcoscenico di esibizioni teatrali.

Ma è alle Fontanelle che voglio tornare per guardare da vicino quel luogo così misterioso: oggi le Fontanelle s’identificano con il territorio che va dal Miramare alla Chiesina di Capezzolo e comprendono quella zona del paese che veniva chiamata “I Villini”.

Erano così chiamati perché le abitazioni, tutte sul lato mare, erano piccoli edifici con giardini in parte privati e in parte pubblici. Davanti all’ingresso, per così dire, dell’agglomerato dei villini una statua che noi ragazzi chiamavamo “La Galorcia”, nome inventato ma che dava l’idea che, essere arrivati fino a quel luogo, era stato un’imprudenza per la distanza che lo separava dai tre nuclei principali di castiglionesi, il Ghetto, la Portaccia e la Piazza. Cosa a parte era “di là dai ponti”.

Alle Fontanelle si estendevano coltivazioni orticole e agricole tipiche della zona maremmana che si allungavano sino a sotto la “cava”, ormai dismessa da anni. Solo sulla parte che dava sul lungomare e nella via che portava verso Follonica c’erano abitazioni. Il lungomare, per come ce lo immaginiamo oggi, finiva molto prima dei villini ed era sterrato e con numerose piante di tamerici, rigogliose, e con quel tipico odore che si manifesta più intenso sotto lo scirocco. Alzando lo sguardo, imponente, protettivo e rassicurante il Castello che per un periodo ci è  apparso verde per effetto dei rampicanti che lo avvolgevano. Il castello con le sue torri sembrava stendere le sue braccia verso il porto come se trattenesse la terra sempre martoriata dalle mareggiate invernali.

Continuando in direzione del paese oltre le poche case presenti si arrivava in piazza Orsino Orsini, la sede della Croce d’Oro, l’attuale Croce Rossa, con a lato la Delegazione marittima e di fronte l’imponente costruzione della Guardia di finanza e poco più a nord il Municipio. Da qui cominciava la Piazza.

Torniamo per un attimo alle Fontanelle e ripercorriamo via Vittorio Veneto in direzione del monumento ai caduti. Incontriamo poche costruzioni addossate le une alle altre sulla parte sinistra mentre sulla destra vi erano ampi spazi di vista sul mare. Di lì a poco comunque tutta la via sarebbe diventata piena di costruzioni, alcune di queste più volte ampliate e rialzate fino a raggiungere l’aspetto odierno.

Le fontanelle diventate poi parte integrante del rione “Marina” erano forse la zona meno popolata. Con lo sviluppo turistico del paese, dopo l’apertura di Riva del Sole, ci fu uno spostamento verso il rione che, grazie agli ampi spazi disponibili, vide sorgere edifici su edifici, fino a creare un nuovo insediamento nella parte collinare: Poggio alle trincee. Sul poggio prima costituito da macchia e caratterizzato dalla presenza di numerose piante di corbezzolo, quelle che noi chiamiamo albatre, vi fu una massiccia lottizzazione che tuttavia all’inizio lasciò ampi spazi di verde nella sommità che andava a ricongiungersi ad un’altra nuova zona che si sarebbe formata in seguito: Poggiodoro, così  chiamato per l’ampia  fioritura di ginestre che lo caratterizzava facendo apparire quel Poggio giallo dorato.

Le Fontanelle beneficiavano di quella striscia di arenile che va da Punta Capezzolo fino all’imboccatura del porto. Una spiaggia fine e ricca di dune cosparse di vegetazione composta da graminacee idonee a crescere e sopravvivere in ambienti ricchi di sale. Possiamo dire che il mare di ponente che insiste su una parte del territorio comunale si identifica con il rione Marina.

Era quello il mare di Castiglioni/e perché la zona di là dai ponti, oggi rione Ponte Giorgini, era  costituita da poche costruzioni e si delineava, come conformazione, più come proseguimento del grossetano marittimo.

E quella striscia di sabbia delle Fontanelle che poi proseguiva oltre Punta Capezzolo fino alle Rocchette e dopo si trasformava in scogliera fino a raggiungere quella che poi diventerà Punta Ala, si sarebbe  in seguito evoluta fino a diventare  la  risorsa principale del paese di pescatori e, negli anni successivi,  la principale attrattiva turistica/balneare.

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