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Aeroporto civile, Seam guarda al 2022 e pensa ai voli di linea «Non più scalo per pochi»

GROSSETO – «La provincia di Grosseto, insieme a quelle di Siena e Livorno, è un’area di attrazione turistica in cui Seam, con una mirata attività di linea, potrebbe lenire il deficit infrastrutturale alimentato da una viabilità inadeguata e da collegamenti ferroviari fatiscenti offrendo un’alternativa e un sostegno concreti» ne è convinto il presidente Seam Tommaso Francalanci, che a tal proposito ha commissionato uno studio sulle potenzialità dell’aeroporto civiule di Grosseto.

«L’aviazione generale – voli privati e aerotaxi – si è confermata, anche nel corso del 2020, come il “motore” prevalente tra le attività svolte nello scalo (la quasi totalità dei movimenti e la prevalenza dei ricavi sono infatti riconducibili a tale settore). Ciò premesso, è legittimo chiedersi se il ruolo svolto dall’aeroporto di Grosseto sia adeguato alle necessità manifestate dagli operatori turistici locali e se il contributo offerto all’incoming sia all’altezza delle aspettative e delle attese del territorio».

«Per indagare tali interrogativi, nonché le potenzialità e le direttrici di sviluppo dello scalo civile di Grosseto, la Seam ha commissionato a Fraport SA – una tra le principali società specializzate sul traffico aereo – un approfondimento sull’area di riferimento potenziale dell’aeroporto (la cosiddetta catching area) oltre a una verifica sul possibile insediamento e sulla sostenibilità di un’attività di linea (anche solo a carattere stagionale e limitata ad alcune rotazioni settimanali)».

«A conclusione del proprio lavoro, Fraport SA ha individuato una serie di possibili destinazioni, scarsamente “servite” da altri aeroporti e perciò ritenute potenzialmente “appetibili”. Lo stesso report, ha però evidenziato la necessità di mobilitare risorse consistenti: per “sostenere” le Compagnie aeree coinvolte, per arricchire l’offerta dei servizi aeroportuali (autonoleggio, bar, negozi, servizi tecnici, assistenza ai passeggeri ecc.) e per adeguare la struttura allo standing richiesto a uno scalo internazionale» prosegue Francalanci.

«Successivamente, il CdA della Seam, ha commissionato un approfondimento a Massimo Rosati (Consorzio Pin, struttura promossa dall’Università di Firenze con sede a Prato), sono stati coinvolti tour operator locali ed è stata acquisita la disponibilità di questi a “costruire” pacchetti turistici da proporre sui mercati internazionali. Il Consorzio Pin ha anche preso in esame, valorizzandoli, i rapporti con le strutture ricettive, con gli Ambiti Turistici di riferimento nonché i protocolli d’intesa sottoscritti tra questi ultimi e Seam».

«I suddetti temi, dopo gli incontri avuti con gli assessori regionali ai trasporti e allo sviluppo economico Stefano Baccelli e Leonardo Marras, saranno posti anche all’attenzione del presidente Giani (la richiesta di incontro è stata già inoltrata). L’orizzonte della Seam guarda al 2022. I primi posti nell’agenda degli amministratori regionali, oggi, sono verosimilmente occupati dal completamente delle vaccinazioni e dalla crisi del sistema produttivo. Guardando al prossimo anno, archiviata (auspicabilmente) l’emergenza attuale e a fronte delle opportunità che la ripresa economica e il rilancio del trasporto aereo potrebbero offrire, la Seam dovrà ridefinire la propria mission: mantenendo la prevalenza dell’aviazione generale (e quindi confermandosi aeroporto per “pochi”) o aprendosi alla sfida dei voli di linea. Ora per allora, dovrà essere sviluppato un confronto con gli stakeholders in generale e con la Regione Toscana in particolare per condividere le strategie da adottare e approntare le risorse necessarie al loro sostegno» conclude Francalanci.

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