Quantcast

Spi Cgil critica: «Vaccini a categorie professionali prima che ad anziani e fragili»

Più informazioni su

GROSSETO – Lo scorso 27 maggio si è riunito il Comitato direttivo dello Spi Cgil di Grosseto che, dopo aver approvato il bilancio consuntivo 2020, si è impegnato in un intenso confronto concluso dal segretario generale della Camera del lavoro Andrea Feretti.

«Lo Spi grossetano – sottolinea il sindacato dei pensionati della Cgil – ritiene insostenibile e insopportabile il prezzo di vite umane che cadono nel lavoro e nella vita quotidiana a causa della ricerca del profitto, ma a scapito della sicurezza e prevenzione. Tra questi caduti sul lavoro, anche il giovane grossetano investito sulla strada delle Collacchie dal proprio furgone, a sua volta tamponato da altro mezzo.

Mancanza di cultura della sicurezza e ricerca di maggiori profitti hanno determinato troppi infortuni mortali, come quello recente della giovane operaia di Montemurlo, o come la morte di 14 turisti caduti dalla funivia del lago Maggiore. Lo Spi ha voluto ribadire questi concetti, partecipando con le proprie bandiere listate a lutto alla manifestazione già programmata da Cgil, Cisl e Uil in piazza Dante, lo scorso 28 maggio».

Nel corso del Comitato direttivo, lo Spi ha discusso anche dei temi della sanità.

«Rispetto alla campagna vaccinale di contrasto alla pandemia – aggiunge lo Spi – non possiamo non evidenziare le criticità rispetto ad una gestione che ha anteposto la vaccinazione di soggetti e categorie rispetto ad anziani, persone fragili e ultra-fragili. Pesantemente colpiti dalle conseguenze mortali del contagio».

Dal dibattito del direttivo – inoltre – è scaturita una preoccupazione per la «mancata riapertura da parte di Usl e Coeso dei servizi mirati alla non autosufficienza, come i centri diurni con moduli per soggetti colpiti da Alzheimer. Una scelta che potrebbe di fatto costituire un benevolo viatico per la nuova Rsa privata in fase di avvio, che prevede proprio questi servizi».

Infine, lo Spi di Grosseto ha auspicato che la «Conferenza di organizzazione della Cgil in fase di avvio, assuma come priorità i valori della solidarietà interna, della confederalità e della centralità del territorio».

Nella stessa seduta il Comitato direttivo ha approvato un ordine del giorno a favore la “Legge Zan”.

«Il comitato direttivo dello Spi-Cgil di Grosseto sostiene il Ddl Zan, poiché non è più possibile fare passi indietro quando si tratta di dignità delle persone e di rispetto dei diritti civili. Auspichiamo che il Senato faccia presto: siamo al terzo tentativo in Parlamento e non possiamo più aspettare e rimandare.

Il ddl Zan previene e contrasta omofobia, transfobia, bifobia e abilismo, ma non si tratta di un disegno di legge che introduce bavagli e carcere per le idee espresse e non punisce chi non condivide unioni gay o la prassi del cosiddetto “utero in affitto”. Il Ddl Zan non prevede reati di opinione, ma rifiuta e punisce ogni forma di discriminazione e intolleranza, riaffermando il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione e dalla Carta dei Diritti dell’Unione Europea».

Più informazioni su

Commenti