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#unacanzonealgiorno – 86 anni fa nasceva Enzo Jannacci: ecco “Vengo anch’io. No, tu no”, tra ironia e amarezza

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GROSSETO – Il 3 giugno 1935 a Milano nasceva Enzo Jannacci. Caposcuola del cabaret italiano, nel corso della sua più che cinquantennale carriera ha collaborato con svariate personalità della musica, dello spettacolo, del giornalismo, della televisione e della comicità italiana, divenendo artista poliedrico e modello per le successive generazioni di comici e di cantautori.

#unacanzonealgiorno 2021

Autore di quasi trenta album, alcuni dei quali rappresentano importanti capitoli della discografia italiana, di varie colonne sonore e di canzoni per altri artisti (i più noti, Cochi & Renato), Enzo Jannacci, dopo un periodo di ombra nella seconda metà degli anni novanta, è tornato a far parlare di sé ottenendo vari premi alla carriera e riconoscimenti per i suoi ultimi lavori discografici.

È ricordato come uno dei pionieri del rock and roll italiano, insieme con Adriano Celentano, Luigi Tenco, Little Tony e Giorgio Gaber, con il quale formò i Due Corsari. È uno tra gli artisti con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco, con quattro Targhe ed un Premio Tenco.

Muore all’età di 77 anni, dopo una lunga malattia il 29 marzo 2013.

Nel giorno del suo compleanno, ricordiamo Enzo Jannacci con una delle sue canzoni più conosciute, Vengo anch’io. No, tu no, pubblicata nel 1967 e scritta insieme a Dario Fo e Fiorenzo Fiorentini.

Il protagonista del brano è un uomo che viene respinto a priori da ogni evento, anche se solo ipotizzato. Nonostante il tono apparentemente umoristico, Vengo anch’io. No, tu no racconta il disagio di numerose persone che vivono ai margini della società, che sono escluse e non possono o non riescono a partecipare ad avvenimento o, in generale, ai momenti fondamentali della vita di un uomo.

Testo di “Vengo anch’io. No, tu no”

Si potrebbe andare tutti quanti allo zoo comunale
Vengo anch’io? No, tu no
Per vedere come stanno le bestie feroci
E gridare: “Aiuto, aiuto è scappato il leone!”
E vedere di nascosto l’effetto che fa
E vengo anch’io? (No, tu no!)
Vengo anch’io? (No, tu no!)
E vengo anch’io? (No, tu no!)
Ma perché? (Perché no!)
Si potrebbe andare tutti quanti ora che è primavera
Vengo anch’io? No, tu no
Con la bella sottobraccio a parlare d’amore
E scoprire che va sempre a finire che piove
E vedere di nascosto l’effetto che fa
E vengo anch’io? (No, tu no!)
Vengo anch’io? (No, tu no!)
Ma vengo anch’io? (No, tu no!)
Perché? (Perché no!)
Si potrebbe poi sperare tutti in un mondo migliore
Vengo anch’io? No, tu no
Dove ognuno sia già pronto a tagliarti una mano
Un bel mondo sol con l’odio, ma senza l’amore
E vedere di nascosto l’effetto che fa
Vengo anch’io! (No, tu no!)
Vengo anch’io! (No, tu no!)
No, vengo anch’io (no, tu no!)
Ma perché? (Perché no!)
Si potrebbe andare tutti quanti al tuo funerale
Vengo anch’io? No, tu no
Per vedere se la gente poi piange davvero
e capire che per tutti è una cosa normale
E vedere di nascosto l’effetto che fa
Vengo anch’io? (No, tu no!)
No, vengo anch’io! (No, tu no!)
Vengo anch’io! (No, tu no!)
Ma perché? (Perché no!)
Vengo anch’io! (No, tu no!)
No, vengo anch’io (no, tu no!)
Vengo anch’io! (No, tu no!)
Ma perché? (Perché no!)
Vengo anch’io! (No, tu no!)
Vengo anch’io! (No, tu no!)
Vengo anch’io! (No, tu no!)
Ma perché? (Perché no!)
Eh sapevo che finiva così, io, eh

Fonte: Wikipedia

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