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Truffe agli anziani, oltre 300 in tre anni: ora si combattono con il progetto “Over to over”

Comune di Grosseto e Coeso Società della Salute mettono a punto un percorso per sensibilizzare la popolazione e contrastare le truffe. Tra le azioni in programma un'indagine per conoscere il fenomeno e degli incontri informativi

GROSSETO – Si chiama “Over to over” ed è il progetto promosso dal Comune di Grosseto, in collaborazione con la Prefettura, e realizzato operativamente dal Coeso Sds e da Simurg Ricerche, pensato per prevenire le truffe agli anziani.

Spesso, purtroppo, si apprende di truffe tentate o riuscite ai danni della popolazione anziana del territorio. Si tratta di episodi che, oltre a recare danni materiali alle persone coinvolte, può lasciare anche esiti psicologici pesanti, in cui si perde la fiducia nelle proprie capacità e nell’altro. E proprio per prevenire le truffe, attraverso un’azione di informazione e sensibilizzazione e la costituzione di reti informali di supporto, nasce “Over to over”, che si snoderà nei mesi estivi, periodo in cui, di solito si assiste a un aumento dei tentativi di truffa ai danni degli anziani soli.

Sono oltre 20mila 800 le persone con più di 65 anni che risiedono nel territorio comunale di Grosseto. Di questi, oltre 10mila 500, ovvero il 13%, ha più di 75 anni e oltre 3mila 300 (il 4%) ha più di 80 anni, mentre i centenari sono 28. La maggior parte di queste persone risulta attiva ed autonoma. Molte persone anziane vivono da sole, ma è da sottolineare che in città risiede un numero crescente di anziani fragili, che si attesta sulle 1600 persone, che non sono più pienamente autosufficienti e che quindi potrebbero essere facilmente oggetto di attenzione di malfattori.

“La popolazione anziana è in costante aumento – spiegano il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l’assessore alle Politiche sociali Mirella Milli – e con questa iniziativa intendiamo offrire un sostegno ai soggetti più fragili. Per questo sarà essenziale anche il coinvolgimento, ove possibile, anche della rete che circonda gli anziani, fatta di figli, nipoti, parenti, amici e vicini. Ringraziamo il Coeso Società della salute, la Prefettura e le associazioni di volontariato per il lavoro messo in campo per questa campagna di sensibilizzazione. Una sinergia importante per far comprendere che non bisogna vergognarsi di chiedere aiuto”.

“Le truffe agli anziani, purtroppo, possono verificarsi in varie circostanze – spiega l’assessore alla Sicurezza, Fausto Turbanti – non solo in casa, ma anche per strada, sui mezzi di trasporto o su internet. Spesso gli anziani truffati si sentono in colpa e questo determina paura e insicurezza. Il nostro obiettivo è prima di tutto informare per prevenire, ma anche ribadire che i nostri agenti sono al fianco dei cittadini e sono pronti a raccogliere segnalazioni e richieste di aiuto”.

“Over to over” prevede, nello specifico, tre azioni: la mappatura della situazione sociale ed economica delle persone ultrasessantacinquenni che vivono sul territorio attraverso la somministrazione di un questionario (compilabile anche a questo link: https://bit.ly/truffeanziani2021); la creazione di info point itineranti, dove le persone potranno ricevere informazioni e materiale illustrativo sul progetto, la creazione di una rete di volontari che possano agire da supporto per le persone sole e uno sportello di sostegno per chi è stato vittima di truffa.

Secondo le statistiche della Prefettura, le truffe agli anziani sono diffuse anche a Grosseto e sono in crescita: le vittime di truffe e frodi informatiche tra gli over 65 sono state, nel 2017, 85 di cui 40 proprio a Grosseto, 97 nel 2018 (di cui 58 a Grosseto) e 126 nel 2019 (di cui 62 a Grosseto). Per questo motivo il progetto “Over to over” può contribuire a contrastare il fenomeno.

“Si tratta di un progetto – dice Fabrizio Boldrini, direttore del Coeso Società della Salute – che, non solo potrà aiutare le persone anziane a non cadere in truffe e a sentirsi più sicure e meno esposte ai pericoli, ma che consentirà al servizio sociale di intercettare anche eventuali situazioni di bisogno nella logica di un servizio sociale professionale che non aspetta che il cittadino si presenti, ma che cerca di intervenire prima, per contenere gli esiti di eventuali situazioni di rischio”.

Il progetto, soprattutto nella fase di mappatura del bisogno, si avvarrà del supporto di volontari: “Un esempio – dice Elisabetta Mori, responsabile dell’unità funzionale servizi sociali e socioeducativi di Coeso Sds – di come la comunità possa sostenersi facendo rete e avviando collaborazioni importanti con gli enti”.

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