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Da domani ristoranti e bar aperti anche al chiuso. «Manca ancora personale»

GROSSETO – Da domani, 1 giugno, le imprese della ristorazione, finalmente, torneranno a servire ai tavoli anche all’interno dei locali. “Per molte attività, quella di domani sarà una riapertura dopo un lungo lockdown – commentano Gabriella Orlando, direttore Confcommercio Grosseto, e Danilo Ceccarelli, presidente Fipe provinciale – Secondo un nostro sondaggio, infatti, nonostante gli sforzi fatti dalle varie amministrazioni comunali, un buon 15% dei ristoranti della provincia, non avendo spazi esterni a disposizione per mettere tavoli all’aperto, non ha potuto ancora riprendere a lavorare. A livello nazionale, si stima addirittura un 46% di pubblici esercizi fermi al 31 maggio 2021”.

L’associazione di categoria confida nella voglia di ripartire degli italiani, e nell’estate che porterà di nuovo i turisti sul territorio. Rimane però una pesante incognita che rischia di compromettere questo agognato “ritorno alla normalità”, ovvero la difficoltà nel reperire dipendenti e collaboratori.

“Confermiamo che anche in provincia di Grosseto i ristoratori lamentano una pericolosa mancanza di personale che rischia di mettere a repentaglio la stagione. – spiegano ancora dalla Fipe –  Secondo le nostre stime, nel comparto mancano all’appello, per l’estate che è alle porte, circa 150mila lavoratori in tutta Italia. In particolare, stiamo parlando dei professionisti a tempo indeterminato che nel corso dello scorso anno, a causa dei troppi impedimenti imposti alle nostre attività, hanno preferito cambiare lavoro e interrompere i loro contratti per andare in altri settori, come ad esempio nell’edilizia e nel suo indotto. A questi si aggiungono centinaia di altri lavoratori che lo scorso anno lavoravano a tempo determinato e che oggi, anche alla luce dell’incertezza sul futuro, potrebbero preferire strumenti di sostegno al reddito, invece di un vero impiego. Per invertire questo trend e rendere nuovamente la ristorazione attrattiva soprattutto per le figure più professionalizzate, è importante che la politica dia un segnale di fiducia, ribadendo che il processo di riapertura sarà irreversibile”.

 

 

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