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Ambiente

Gessi rossi, La duna: «Trovato l’inquinamento, la legge lo mantiene»

gessi rossi 2018

FOLLONICA – “Trovato l’inquinamento, la legge lo mantiene”, a dirlo l’associazione La duna di Follonica in merito al conferimento dei gessi rossi alla cava di Montioni.

“Due mesi fa – prosegue l’associazione -, con delle parole molto nette, il presidente della Commissione Ecomafie assestava un colpo secco al conferimento dei gessi rossi Venator alla ex cava di Montioni, conferimento finalizzato al ripristino ambientale della vecchia cava di quarzite dismessa. Naturalmente i gessi venivano e vengono conferiti come materiale da riempimento e non come un rifiuto.

Proprio questo ha fatto si che dai primi anni 2000 ad oggi una parte nel cuore del parco di Montioni, ma non inserita amministrativamente nel parco stesso, si trasformasse in una sorte di collina marziana, dove il verde della macchia veniva – e viene – interrotto da gradinate di gessi rossi, parzialmente rinverditi, per un’altezza di più di 150 metri.

All’indomani della divulgazione della relazione, abbiamo sentito subito toni allarmati da parte delle Istituzioni interessate, Regione e comuni di Follonica e Scarlino in primis. A questi si aggiungevano partiti e sindacati e associazioni ambientaliste.

Venivano annunciate costituzioni immediate di commissioni che dovevano valutare il lavoro della commissione parlamentare, ognuno si diceva sorpreso e meravigliato delle parole e degli esiti del lavoro e dei risultati per i quali i tecnici e inquirenti avevano lavorato diversi anni, con audizioni, missioni, valutazioni, per arrivare ad una relazione approvata all’unanimità.

Oggi, dopo due mesi dalla grande sorpresa, ancora nulla è dato di sapere circa il lavoro di queste “commissioni esaminanti” il lavoro della Commissione Ecomafie, se non che le scadenze iniziali sono state posticipate e che, dopo i posticipi, non si sono più state date nemmeno ulteriori date. Ad onor del vero una occasione c’è stata a Scarlino, ma i problemi discussi non sono stati affrontati in maniera esaustiva, forse a causa della mancanza del lavoro che doveva essere svolto da Arpat e che era stato annunciato dall’assessore regionale Monia Monni.

Intanto gli animi si sono surriscaldati, anche per la bocciatura da parte degli Enti Regionali della possibilità di conferimento dei gessi a Pietratonda. Sembra proprio che gli spazi nel territorio per i gessi rossi, e la possibilità che debbano essere conferiti come rifiuti a una discarica dedicata e non più a siti da ripristinare, prenda sempre più corpo.

Noi, ma siamo sicuri non solo noi, aspettiamo con ansia che la Regione si prenda la briga di dire la sua e che quindi anche i comuni, in primis Follonica che ha la ex cava di Montioni sul suo territorio, possa agire di conseguenza.

I fatti sono molto semplici ma molto importanti, e implicano possibili ripercussioni sul futuro dello stabilimento Venator al Casone di Scarlino: se i gessi saranno considerati rifiuti dovranno essere conferiti in altro luogo e sistema, con altri costi. Questo non dovrà influire sul livello occupazionale, la multinazionale si dovrà far carico dei nuovi indirizzi sui gessi che potranno venire dagli Enti preposti, che dovranno anche verificare lo stato dei siti oggetto della relazione della Commissione Ecomafie.

Rinnoviamo, perciò, la richiesta di convocare al più presto le commissioni, regionale e comunale, invitando, se possibile, in teleconferenza anche il presidente della Commissione Ecomafie, Arpat e Regione, ed ascoltare le varie parti, periti, azienda e cittadini, sperando che non si ripetano atti intimidatori come è accaduto in altre circostanze. Per favore, svegliatevi”, conclude l’associazione.

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