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Rimateria, il sindaco attacca: «Fallimento annunciato». Il cda: «Venuto meno il piano concordato»

PIOMBINO – “Rimateria era di fatto già fallita da tempo. È una questione che viene da lontano, da anni di malagestione, da decine di milioni di euro di debiti e da uno scarsissimo interesse per l’impatto ambientale. L’unico modo per evitare questo epilogo sarebbe stato continuare nel percorso tracciato dalle precedenti amministrazioni, concedendo il raddoppio dei volumi, incuranti delle conseguenze sulla salute e sulla tutela del territorio”. Lo dice il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari.

“I cittadini di Piombino, con il voto del 2019, hanno scelto la strada da percorrere dando mandato a questa Amministrazione di cambiare il futuro della città proprio a partire dalle questioni ambientali, di lavorare alla diversificazione economica, al rilancio turistico e alla riqualificazione di una città che ha moltissimo da offrire. Ed è con questa responsabilità che abbiamo intrapreso una nuova via, diversa, condivisa con la Regione Toscana che, negli ultimi mesi, ha dimostrato grande attenzione per il rispetto delle norme ambientali non concedendo sconti a Rimateria e pretendendo il rispetto delle prescrizioni, solo parzialmente ottemperate, giungendo così, inevitabilmente, al fallimento dell’azienda”.

“Se i soci privati di Rimateria avessero veramente voluto integrare la propria attività con il nuovo percorso che la città ha intrapreso – aggiunge il sindaco – se avessero voluto sanare le enormi falle in ordine alla gestione dell’impianto, avrebbero avuto il tempo e le risorse per farlo. Adesso si apre un nuovo capitolo in cui ci rimboccheremo le maniche, assieme altre altre istituzioni competenti, per affrontare la questione ambientale e quella occupazionale; per tutelare, ancora una volta, i cittadini dalle conseguenze che quella discarica ha avuto, e avrà, sul territorio”.

Il consiglio di amministrazione della società Rimateria, in una nota, ha “comunicato che in data odierna si è svolta l’assemblea dei soci chiamata a deliberare il sostegno della società. I soci industriali hanno  deciso di non sostenere la società come previsto dal piano concordatario”. Il consiglio di amministrazione “ha preso atto della situazione e ha comunicato prontamente al tribunale il venire meno dei presupposti del piano concordatario presentato il 5 marzo scorso”.

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